Author : E. Redazione

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San Lorenzo Parrocchia © - ECHI DI VITA 2017 N°15 - Splash

Echi Di Vita N°15 – CHI ABBRACCIA LA CROCE HA LA FORZA DI RISORGERE!

Il racconto della morte di Gesù in croce è la lettura più bella e regale di tutto l’anno. E mentre i credenti di tutte le fedi invocano Dio nei giorni della loro sofferenza, ora i cristiani vanno a Dio nei giorni della sua sofferenza.

La croce è l’immagine più pura e più alta che Dio ha dato di se stesso. Cosa vediamo? Vediamo un uomo. Un uomo nudo inchiodato e morente. Un uomo con le braccia spalancate in un abbraccio che non si rinnegherà in eterno. Un uomo che non chiede niente per sé, non grida da lì in cima: ricordatemi, cercate di capire, difendetemi… Fino all’ultimo dimentica se stesso e si preoccupa di chi gli muore a fianco: oggi, con me, sarai nel paradiso.

Fondamento della fede cristiana è la cosa più bella del mondo: un atto di amore. Allora la suprema bellezza della storia è quella accaduta fuori Gerusalemme, sulla collina del Golgota, dove il Figlio di Dio si lascia inchiodare, povero e nudo, per morire d’amore. La croce è l’innesto del cielo dentro la terra, il punto dove un amore eterno penetra nel tempo come una goccia di fuoco, e divampa. Sul Calvario l’amore scrive il suo racconto con l’alfabeto delle ferite, l’unico indelebile, l’unico in cui non c’è inganno. Da qui la commozione, poi lo stupore, e anche l’innamoramento.

Dopo duemila anni sentiamo anche noi come le donne, il centurione, il ladro, che nella Croce c’è la suprema attrazione di Dio?

Ogni nostro grido, ogni dolore dell’uomo, la sofferenza incomprensibile possono sembrare una sconfitta. Ma se noi ci aggrappiamo alla Croce, allora veniamo anche presi dentro la forza del suo risorgere, che ha il potere, senza che noi sappiamo come, di far tremare la pietra di ogni nostro sepolcro e di farvi entrare il respiro del mattino.

Prepariamoci a vivere la grande Settima Santa che si apre dinanzi a noi!

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San Lorenzo Martire ® - 2017 04 03 - Echi di VITA - N 14 - Splash

Echi Di Vita N°14 – RISUSCITATI PERCHÉ AMATI!

Gesù è faccia a faccia con l’amicizia e con la morte, con l’amore e il dolore, le due forze che reggono ogni cuore. Lo vediamo coinvolto fino a fremere, piangere, commuoversi, gridare come in nessun’altra pagina del Vangelo.

Per lui l’Amico pronuncia due tra le parole più importanti del Vangelo: «Io sono la risurrezione e la vita». Non: io sarò la vita, in un domani lontano e scolorito, ma qui, adesso, al presente: io sono. Prima viene la Risurrezione e poi la Vita. Noi siamo già risorti nel Signore, risorti da tutte le vite spente e immobili, risorti dal non senso e dal disamore, che sono la malattia mortale dell’uomo.

Risuscitati perché amati: il vero nemico della morte non è la vita, ma l’amore, «forte come la morte è l’amore, tenace come il regno dei morti» (Cantico 8,6). Noi tutti risorgiamo perché Qualcuno ci ama, come accade a Lazzaro riconsegnato alla vita dall’amore fino alle lacrime di Gesù.

Lazzaro è circondato da una folla di persone che gli vogliono bene. La sua fortuna è l’amicizia. Lazzaro, vieni fuori! e Lazzaro esce avvolto in bende. Morirà una seconda volta, è vero, ma ormai gli si spalanca davanti un’altissima speranza: Qualcuno è più forte della morte. Liberatelo e lasciatelo andare!

Gesù mette in fila i tre imperativi di ogni ripartenza: esci, liberati e vai! Quante volte sono morto, quante volte mi sono addormentato, mi sono chiuso in me, era finita la voglia di amare e di vivere. In qualche grotta oscura dell’anima una voce diceva: non mi interessa più niente, né Dio, né amori, né altro; non vale la pena vivere.

E poi un seme ha cominciato a germogliare, non so da dove, non so perché. Una pietra si è smossa, è filtrato un raggio di sole, un grido di amico ha spezzato il silenzio, delle lacrime hanno bagnato le mie bende. E ciò è accaduto per segrete, misteriose, sconvolgenti ragioni d’amore: era Dio in me, amore più forte della morte.

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San Lorenzo Parrocchia © - ECHI DI VITA 2017 N°13 - Splash

Echi Di Vita N°13 – UNA CAREZZA DI LUCE E DI GIOIA

Una carezza di luce sul cieco. Gesù tocca e illumina gli occhi di un mendicante che ci rappresenta tutti.

Una carezza di luce che diventa carezza di libertà. Chi non vede deve appoggiarsi ad altri, a muri, a un bastone, ai genitori, a farisei. Chi vede cammina sicuro, senza dipendere da altri, libero. Come il cieco del Vangelo che guarito diventa forte, non ha più paura, tiene testa ai sapienti, bada ai fatti concreti e non alle parole. Si nutre di luce e osa. Una carezza di libertà che diventa carezza di gioia. Perché vedere è godere i volti, la bellezza, i colori. La luce è un tocco di allegria che si posa sulle cose. Così la fede, che è visione nuova delle cose, crea uno sguardo lucente che porta luce là dove si posa.

I farisei, quelli che sanno tutte le regole, non provano gioia per gli occhi nuovi del cieco perché a loro interessa la Legge e non la felicità dell’uomo: mai miracoli di sabato! Non capiscono che Dio preferisce la felicità dei suoi figli alla fedeltà alla legge, che parla il linguaggio della gioia e per questo seduce ancora.

Ed è una dura lezione: i farisei mostrano che si può essere credenti senza essere buoni; è possibile ‘operare’ in nome di Dio e andare contro Dio. Nelle parole dei farisei il termine che ricorre più spesso è «peccato»: «Sappiamo che sei peccatore; sei nato tutto nei peccati; se uno è peccatore non può fare queste cose»; anche i discepoli avevano chiesto: «Chi ha peccato? Lui o i suoi genitori?». Il peccato è innalzato a teoria che spiega il mondo, che interpreta l’uomo e Dio. Gesù non ci sta: «Né lui ha peccato, né i suoi genitori». Si allontana subito, imme-diatamente, con la prima parola, da questa visione per dichiarare come essa renda ciechi su Dio e sugli uomini. Parlerà del peccato solo per dire che è perdonato, cancellato. Il peccato non spiega Dio. Dio è compassione, mano viva che tocca il cuore e lo apre, amore che fa nascere e ripartire la vita, che porta luce. E il tuo cuore ti dirà che tu sei fatto per la luce.

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San Lorenzo Parrocchia © - ECHI DI VITA 2017 N°12 - Splash

Echi Di Vita N°12 – UNA SORGENTE IN CAMBIO DI UN SORSO D’ACQUA

È l’umanità, la sposa che se n’è andata dietro ad altri amori, e che Dio, lo sposo, vuole riconquistare.

Perché il suo amore non è stanco, e non gli importano gli errori ma quanta sete abbiamo nel cuore, quanto desiderio. Dammi da bere. Lo sposo ha sete, ma non di acqua, ha sete di essere amato. Dio non chiede, dona; non pretende, offre: Ti darò un’acqua che diventa sorgente.

Una sorgente intera in cambio di un sorso d’acqua. Un simbolo bellissimo: la fonte è molto più di ciò che serve alla tua sete; è senza misura, senza fine, senza calcolo. Esuberante ed eccessiva. Immagine di Dio: il dono di Dio è Dio stesso che si dona. Con una finalità precisa: che torniamo tutti ad amarlo da innamorati, non da servi; da innamorati, non da sottomessi.

Vai a chiamare colui che ami. Gesù quando parla con le donne va diritto al centro, al pozzo del cuore; il suo è il loro stesso linguaggio, quello dei sentimenti, del desiderio, della ricerca di ragioni forti per vivere. Il suo sguardo creatore cerca il positivo di quella donna, lo trova e lo mette in luce per due volte: hai detto bene; e alla fine della frase: in questo hai detto il vero. Trova verità e bene, il buono e il vero anche in quella vita accidentata.

Vede la sincerità di un cuore vivo ed è su questo frammento d’oro che si appoggia il resto del dialogo. Non ci sono rimproveri, non giudizi, non consigli, Gesù invece fa di quella donna un tempio. Mi domandi dove adorare Dio, su quale monte? Ma sei tu, in spirito e verità, il monte; tu il tempio in cui Dio viene.

E la donna lasciata la sua anfora, corre in città: c’è uno che mi ha detto tutto di me… La sua debolezza diventa la sua forza. Sopra di esse costruisce la sua testimonianza di Dio. Un racconto che vale per ciascuno di noi: non temere le tue debolezze, ma costruiscici sopra. Sii il tempio santo che è nel tuo cuore!

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San Lorenzo Parrocchia © - ECHI DI VITA 2017 N 11 - Splash

Echi Di Vita N°11 – CHIAMATI A RICEVERE UN CUORE DI LUCE

Gesù salì su di un alto monte. I monti sono come indici puntati verso il mistero e le profondità del cosmo, raccontano che la vita è un ascendere verso più luce, più cielo. Lassù il volto di Gesù brilla come il sole, le sue vesti come la luce. Quel volto di sole è anche il nostro volto: ognuno ha dentro di sé un tesoro di luce, un sole interiore, una bellezza che condividiamo con Dio.

Ci sorprende la Quaresima, un tempo che consideriamo triste, penitenziale, violaceo, con un vangelo di luce, a ricordarci che la vita spirituale consiste nella gioiosa fatica di liberare la luce e la bellezza sepolte in noi, e nell’aiutare gli altri a fare lo stesso.

La cosa più bella che un amico può dirmi è: sto bene con te perché tu fai uscire, fai venire alla luce la mia parte più bella. Spesso addormentata in noi, come in letargo.

Il Vangelo viene per questo: porta il disgelo nei cuori, risveglia quella parte luminosa, sorridente, generosa e gioiosa che abbiamo dentro, il nocciolo, il cuore, la nostra vera identità.

Lo stupore di Pietro: che bello qui! Non andiamo via… ci fa capire la nostra vocazione. Siamo chiamati tutti a trasfigurazione, a ricevere un cuore di luce. Contemplare, trasforma; tu diventi ciò che guardi con gli occhi del cuore. Pregare ci trasfigura in immagine del Signore.

L’entusiasmo di Pietro ci fa inoltre capire che la fede per essere forte e viva deve passare da uno stupore, da un «che
bello!» gridato a pieno cuore. Dio è la cosa più bella che io ho incontrato? Se è sì, da lui acquisisco la bellezza del vivere. Che è bello amare, abbracciare, avere amici, perché la vita ha senso, va verso un esito buono, che comincia qui e scorre nell’eternità.

Allora la Quaresima, più ancora che a penitenza, ci chiama a conversione: a girarci verso la luce. Allora smettiamola
di sottolineare l’errore negli altri. Una nube luminosa li coprì. E una voce: Questi è il Figlio mio. Ascoltatelo. Sali sul monte per vedere e Dio risponde offrendo parole, le parole lucenti di Gesù: ascoltate Lui. Il primo passo per essere contagiati dalla bellezza di Dio è l’ascolto: dare un po’ di tempo e un po’ di cuore al suo

Vangelo!

 

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San Lorenzo Parrocchia © - ECHI DI VITA 2017 N°10 - Splash

Echi Di Vita N°10 – L’UOMO VIVE DI OGNI PAROLA CHE ESCE DALLA BOCCA DI DIO

Le tentazioni di Gesù riassumono i grandi inganni della nostra vita, e il primo è quello di sostituire Dio con delle cose: «dì che queste pietre diventino pane, questa è tutta la vita, non c’è altro!». Pro-clamare assolute le cose. Credere che tutto il nostro futuro è già presente in un po’ di pane. «Non di solo pane vivrà l’uomo».

C’è dentro di noi un di più, una eccedenza, una breccia, per dove entrano mondi, creature, affetti, un pezzetto di Dio.

Buttati giù, provoca un miracolo! è una sfida, attraverso ciò che sembra il massimo della fede e invece ne è la caricatura, è la ricerca di un Dio magico a proprio servizio. Buttati, così potremo vedere uno stuolo di angeli in volo.

Il diavolo è seduttivo, si presenta come un amico che vuole aiutare Gesù a fa-re meglio il messia. Gesù risponde: non metterai alla prova Dio. Ed è la mia fede: io credo che Dio è con me, ogni giorno, mia forza e mio canto. Ma io non avanzerò nella vita a forza di miracoli, bensì per il miracolo di un amore che non si arrende.

La terza posta in gioco è il potere sugli altri: prostrati davanti a me e avrai il mondo ai tuoi piedi. Il diavolo fa un mercato, al contrario di Dio, che non fa mai mercato dei suoi doni. E quanti lo hanno ascoltato, facendo mercato di se stessi, in cambio di carriera, una poltrona, denaro facile.

Il Satana dice: vuoi cam-biare il mondo con l’amore? Sei un illuso! Assicura agli uomini pane, miracoli e un leader, e li avrai in mano. Ma Gesù non cerca uomini da dominare, vuole figli liberi e amanti. Per Gesù ogni potere è idolatria.

Il diavolo allora si allontana e angeli si avvicinano e lo servono. Avvicinarsi e servire, le azioni da cui si riconoscono gli angeli.

Se in questa Quaresima ognuno si avvicina ad una persona che ha bisogno, ascoltando, accarezzando, servendo, allora ve-dremmo la nostra terra assomigliare ad un nido di angeli. Buon cammino!

 

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San Lorenzo Parrocchia © - ECHI DI VITA 2017 N°9 - Splash

Echi Di Vita N°09 – DIO SA CIÒ DI CUI ABBIAMO BISOGNO!

Non preoccupatevi. Per tre volte Gesù ribadisce l’invito: non abbiate quell’affanno che toglie il respiro, per cui non esistono feste o domeniche, non c’è tempo di fermarsi a parlare con chi si ama. Non lasciatevi rubare la gioia: quella capacità di godere delle cose belle che ogni giorno ci dona.

Perché? Perché Dio non si dimentica di te. Guardate gli uccelli del cielo, osservate i gigli del campo. Gesù osserva la vita e la vita gli parla di fiducia. Gesù oggi ci pone la questione della fiducia.

Dove metti la tua fiducia? Non mettere la fiducia nel tuo conto in banca. Non potete servire Dio e la ricchezza. Non è la ricchezza che Gesù ha di mira – infatti tra i suoi amici aveva persone ricche e altre povere – bensì ciò che lui chiama, in aramaico, mammona.

Mammona non è la ricchezza in sé, ma quella nascosta, avara, chiusa alla solidarietà, e che produce ingiustizia, che rende schiave le persone, che assorbe il loro tempo, i pensieri, la vita.

Non preoccupatevi. Se Dio nutre ogni creatura che non semina, non miete, quanto più voi che invece lavorate, seminate e raccogliete. Non è un invito al fatalismo o alla passività in attesa che la Provvidenza risolva al posto nostro i problemi: la Provvidenza conosce solo uomini in cammino.

Non preoccupatevi, Dio sa. Ma come faccio a dirlo a chi non trova lavoro, a chi non riesce ad arrivare a fine mese, non vede speranza per i figli? La soluzione non è fatta di parole: «Se uno è senza vestiti e cibo e tu gli dici, va in pace, non preoccuparti, riscaldati e saziati, ma non gli dai il necessario per il corpo, a che cosa ti serve la tua fede?» (Giacomo 2,16). Dio ha bisogno delle mie mani per essere Provvidenza. Io mi occupo di qualcuno, e allora il Dio che veste i fiori si occuperà di me.

Cercate prima di tutto il Regno. Gesù rilancia la sua sfida per un altro modo di essere uomini: non preoccupatevi delle cose, c’è dell’altro che vale di più. Meno cose e più cuore!

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San Lorenzo Parrocchia © - ECHI DI VITA 2017 N°8 - Splash

Echi Di Vita N°08 – UN CUORE CHE SA AMARE I NEMICI!

Avete inteso che fu detto: occhio per occhio… Ma io vi dico se uno ti dà uno schiaffo sulla guancia destra, tu porgigli anche l’altra: sii disarmato, mostra che non hai nulla da difen-dere, e l’altro capirà l’assurdo di esserti nemico. Riallaccia tu la relazione, fa’ tu il primo passo, perdonando, ricominciando, rattoppando coraggiosamente il tessuto della vita, continuamente lacerato. Sii capace di disinnescare la spirale della vendetta e di inventare reazioni nuove, attraverso la creatività dell’amore, che fa saltare i piani, non ripaga con la stessa moneta, scombina le regole ma poi rende felici.

Amerai il prossimo e odierai il tuo nemico, ma io vi dico: amate i vostri nemici. Gesù intende eliminare il concetto stesso di nemico. Violenza produce violenza come un catena infinita. Lui sceglie di spezzarla. Mi chiede di non replicare su altri ciò che ho subito. Ed è così che mi libero. Tutto il Vangelo è qui: amatevi altrimenti vi distruggerete.

Ecco gli imperativi di Gesù: amate, pregate, porgete, prestate? Non sono ordini, non si ama infatti per decreto, ma porte spalancate verso delle possibilità, offerta di un potere, trasmissione da Dio all’uomo di una forza divina. E tutto questo perché siate figli del Padre vostro celeste che fa sorgere il sole sui buoni e sui cattivi. Da Padre a figli: c’è come una trasmissione di eredità, un’eredità di comportamenti, di affetti, di valori, di forza.

Noi possiamo amare anche i nemici. Egli ci darà la capacità, amare come Lui! Ci sarà dato un giorno il cuore stesso di Dio. Ogni volta che noi chiediamo al Signore: «Donaci un cuore nuovo», noi stiamo invocando di poter avere un giorno il Suo cuore, di conformarci agli stessi sentimenti del cuore di Dio.

Verrà il giorno in cui il nostro cuore che ha fatto tanta fatica a imparare l’amore, sarà il cuore di Dio e allora saremo capaci di un amore che rimane in eterno, che sarà la nostra anima, per sempre, e l’anima del mondo.

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Davvero “speciale” l’incontro di catechismo che abbiamo vissuto sabato 11 febbraio.

In occasione della Giornata mondiale del malato siamo andati a trovare le anziane ospitate nella casa di riposo “San Vincenzo De’ Paoli”. Ci ha  accolto suor Antonietta che, dopo averci raccontato brevemente come è nata la casa di riposo,  ci ha assicurato che “servire” le anziane, anche se un po’ faticoso è bello, riempie di gioia e soprattutto è proprio come “servire” Gesù.

Alcuni di noi hanno potuto riabbracciare una vecchia conoscenza: Suor Rosetta che, nonostante gli anni passati, ci ha riconosciuto e ci ha stretti forte a sé, come quando eravamo piccoli. Ci siamo intrattenuti poi con le anziane: qualcuna, come Clara, aveva tanta voglia di raccontarci la sua vita, qualcun’altra di parlare non aveva proprio voglia. Nessuna di loro, però, è rimasta in silenzio, quando abbiamo mandato un po’ di musica e se alle prime canzoni si sono unite solo poche flebili voci, ben presto si è formato un “bel coretto” perché tutte hanno cantato sulle note di Non ti scordar di me”.

Abbiamo accompagnato poi le “nonnine” in chiesa; avevamo paura di farle cadere, ma ce l’abbiamo messa tutta per farle sentire tranquille e ben “appoggiate”. Con loro abbiamo partecipato alla Messa che, a dire il vero, è stata un po’ lunga perché tanta gente ha ricevuto il sacramento dell’unzione degli infermi. All’inizio non abbiamo capito granché, ma  Don Alfredo nell’omelia ci ha spiegato che l’unzione degli infermi è un sacramento, che non si riceve quando si sta per morire, ma quando si ha qualche malattia grave o  si è anziani.

Alla fine eravamo un po’ stanchi ma contenti di aver vissuto un pomeriggio insieme a chi spesso è solo, un po’ triste e ha bisogno di qualcuno che gli faccia compagnia e gli stringa forte le mani.

 

Parrocchia San Lorenzo M.

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San Lorenzo Martire ® - 2017 02 12 - Echi di VITA - N 07 - Splash

Echi Di Vita N°07 – DA GESU’ NON UNA NUOVA MORALE

Avete inteso che fu detto… ma io vi dico. Gesù non contrappone alla morale antica una morale migliore, ma svela l’anima segreta della legge: il suo Vangelo non è una morale, ma una proposta di liberazione.

Gesù non è né lassista né rigorista, non è più rigido o più accondiscendente degli scribi: lui fa un’altra cosa, prende la norma e la porta avanti, la fa schiudere nelle due direzioni decisive: la linea del cuore e la linea della persona.

Gesù porta a pienezza la legge e nasce la religione dell’interiorità.

Fu detto: non ucciderai; ma io vi dico: chiunque si adira con il proprio fratello, cioè chiunque alimenta rabbie e rancori, è già in cuor suo un omicida. Gesù va alla sorgente: ritorna al cuore e guariscilo, solo così potrai curare i tuoi gesti. Ritorna al cuore e custodiscilo perché è la sorgente della vita.

Non giurate affatto; il vostro dire sia “sì, sì; no, no”. Dal divieto del giuramento, arriva al divieto della menzogna. Di’ la verità sempre e non servirà giurare. Porta a compimento la legge sulla linea della persona: se tu guardi una donna per desiderarla sei già adultero. Non dice semplicemente: se tu, uomo, desideri una donna; se tu, donna, desideri un uomo. Il desiderio è un servitore necessario alla vita. Dice: se guardi per desiderare e vuol dire: se ti avvicini ad una persona per sedurre e possedere, se riduci l’altro a un oggetto, tu pecchi contro la grandezza di quella persona.

Ecco la legge morale. Ascolti Gesù e capisci che la norma è salvaguardia della vita, custodia di ciò che ci fa crescere oppure diminuire in umanità. Ascolti queste parole che sono tra le più radicali del Vangelo e capisci che diventano le più umane, perché Gesù parla solo in difesa della umanità dell’uomo, con le parole proprie della vita.

Allora il Vangelo diventa facile, umanissimo, anche quando dice parole alte. Perché non aggiunge fatica a fatica, non si rivolge a santi, ma a persone autentiche, semplicemente a uomini e donne sinceri nel cuore.

Questo dobbiamo diventare!

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San Lorenzo Martire ® – 2017 02 12 – Echi di VITA – N 07