Author : E. Redazione

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Parrocchia San Lorenzo - Echi di Vita 014 _ 2020

2020 – Echi di Vita N°14 – DECIDERE COSA DIVENTARE, QUALE VITA SCEGLIERE!

La bella liturgia di stamane, le grandi liturgie del triduo pasquale, quest’anno nascoste ai nostri occhi, ci sono donate per ricordarci che la Chiesa vive di questo e che in questi giorni ci mette più profondamente le proprie radici. Con nostalgia, allora, le ricorderemo e vi partecipiamo attraverso la televisione o per via streaming.

Non si tratta soltanto di avvenimenti del passato che possiamo contemplare con animo pio, ma senza sostanziale influenza sul nostro presente. No, pur riconoscendo la loro reale portata storica, noi sappiamo che, in forza della resurrezione di Gesù e per il dono dello Spirito, quei fatti hanno un peso decisivo sulla nostra storia presente, sull’oggi della nostra vita.

Dalla lettura della Passione un dato: la fede che salva è legata al Risorto, ma per nascere deve passare attraverso l’accoglienza del Crocifisso. La croce è la porta che conduce alla resurrezione.

La parola di Dio ci aiuta a comprendere il senso del patire e del soffrire. Infatti il patire di Cristo illumina la nostra sofferenza, la rende degna di uno speciale accesso al regno dei cieli. Se la vita si colora del sangue della croce, non possiamo non accettare questa sfida che ci porta a camminare con Cristo sulla via del dolore, che è via di liberazione.

Ciò che ognuno di noi però può fare a casa è decidere di avere un po’ di più sentimenti di umanità, di umiltà, di generosità, di dono di sé, senza tristezza, senza quella pesantezza che talvolta ci prende quando dalla vita ci sentiamo chiamati ad assumere impegni, che spesso sopportiamo e basta.

No, dentro questo modo di vivere c’è un seme di vita che poi diventa quello che noi doniamo agli altri: ai nostri cari, alla Chiesa, a questo mondo, che è così com’è, ma nel quale siamo chiamati ad essere testimoni di come crediamo e di come viviamo della vita di Gesù.

Rivolgiamo il nostro osanna a Colui che nella fede già contempliamo come nostro vero ed unico Re e Signore, come redentore nostro e come colui che da trionfatore ci precede nella gloria. Le nostre acclamazioni non cesseranno perciò in questa domenica, ma diventeranno il nostro perenne rendimento di grazie, la nostra lode senza fine, che esploderanno in un gioioso Alleluia pasquale.

L’augurio è che ciascuno di noi a partire da questo momento difficile, possa sperimentare la  gioia di  questa vittoria.  E’ la vittoria della risurrezione.

 

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Parrocchia San Lorenzo - Echi di Vita 013 _ 2020

2020 – Echi di Vita N°13 – LE LACRIME DI DIO, FONTE D’AMORE

Lazzaro, vieni fuori! Liberatelo e lasciatelo andare. Tre parole per risorgere, tre ordini che risuonano per me: esci, liberati e vai. Con passo libero e glorioso, per sentieri nel sole, in un mondo abitato ormai dalla più alta speranza: qualcuno è più forte della morte. Questo sarà l’evento della Pasqua e ci auguriamo anche la gioia di riabbracciarci.

Gesù è faccia a faccia con l’amicizia e con la morte, con l’amore e il dolore, le due forze che reggono ogni cuore; lo vediamo coinvolto fino a fremere, piangere, commuoversi, gridare come in nessun’altra pagina del Vangelo. Di Lazzaro sappiamo solo che era fratello di Marta e Maria e che Gesù era suo amico: perché amico è un nome di Dio.

Per lui l’Amico pronuncia due tra le parole più importanti del Vangelo: «Io sono la risurrezione e la vita». Noi siamo già risorti nel Signore; risorti da tutte le vite spente e im­mobili, risorti dal non senso e dal disamore, che sono la malattia mortale dell’uomo. Prima viene questa liberazione, e da qui una vita capace di superare la morte.

Risuscitati perché amati: il vero nemico della morte non è la vita, ma l’amore. Noi tutti risorgiamo perché Qualcuno ci ama, come accade a Lazzaro riconsegnato alla vita dall’amore fino alle lacrime di Gesù.

Io invidio Lazzaro, e non perché esce dalla grotta di morte, ma perché è circondato da una folla di persone che gli vogliono bene. La sua fortuna è l’amicizia, la sua santità è essere circondato dall’amore.

Lazzaro, vieni fuori! e Lazzaro esce avvolto in bende come un neonato. Morirà una seconda volta, è vero, ma ormai gli si spalanca davanti un’altissima speranza: Qualcuno è più forte della morte.

Liberatelo e lasciatelo andare! Parole che ripete anche a ciascuno di noi: vieni fuori dal tuo piccolo angolo; liberati come si liberano le vele, come si sciolgono i nodi della paura. Liberati da ciò che ti impedisce di camminare in questo giardino che sa di primavera. Com’è attuale per questo nostro momento!

Gesù mette in fila i tre imperativi di ogni ripartenza: esci, liberati e vai! Quante volte sono morto, quante volte mi sono addormentato, mi sono chiuso in me: era finito l’olio nella lampada, era finita la voglia di amare e di vivere. In qualche grotta oscura dell’a­nima una voce diceva: non mi interessa più niente, né Dio, né amori, né altro; non vale la pena vivere.

E poi un seme ha cominciato a germogliare, non so da dove, non so perché. Una pietra si è smossa, è filtrato un raggio di sole, un grido di amico ha spezzato il silenzio, delle lacrime hanno bagnato le mie bende. E ciò è accaduto per vie misteriose.

Le attendiamo queste vie, per percorrerle e poter dire, anzi, gridare:

Dio amore

è più forte

della morte!

 

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San Lorenzo Martire - AVVIO ANNO CATECHISTICO - DSC_8621

COMUNICATO – LA PASQUA DEL SIGNORE GESU’

La Pasqua del Signore Gesù, risorto da morte, è dono di speranza e di gioia, ancor più necessarie in questi giorni di lotta contro il nemico invisibile, da cui difenderci stando a distanza fisicamente ma rimanendo vicini nel cuore e nello spirito.

I segni, in questo caso, dicono molto più delle parole. DOMENICA 12 APRILE alla CELEBRAZIONE EUCARISTICA delle ore 11.00, trasmessa in diretta streaming sulla pagina Facebook dalla CHIESA DI S. LORENZO, il parroco don Alfredo Di Stefano vedrà presenti con il SINDACO, Massimiliano Quadrini, il COMANDANTE DELLA POLIZIA LOCALE, Bruno Di Palma e il LUOGOTENENTE DEI CARABINIERI, Vincenzo Alaia, in ottemperanza alle disposizioni vigenti, solo un rappresentante delle categorie costrette -al di là di qualche eccezione- alla chiusura totale, dal Mondo della Scuola all’Artigianato, dai Commercianti agli Imprenditori, nonché le stesse Chiese.

Saranno proprio loro, al termine della celebrazione, a lanciare dal sagrato della Chiesa di S. Lorenzo un messaggio ed un augurio a tutta la popolazione: “Riapriamo le porte alla speranza e alla vita. Tutti insieme”.

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2019 04 12 - San Lorenzo Parrochia Isola Liri - Via Crucis - Uomini e donne sotto la Croce - 006

LETTERA GIOVEDI’ SANTO

Cari genitori,

sono giorni questi in cui avremmo dovuto incontrarci, vivere insieme ai vostri figli tanti bei momenti di comunione fraterna e di fede cristiana e invece siamo costretti per la pandemia che ci ha colpiti a stare distanti e lontani.

Siete tutti, però, presenti nei miei pensieri, nel mio cuore e nella mia preghiera come io cerco di essere accanto a voi con la riflessione audio sul Vangelo della Domenica, rivolta ai vostri fanciulli, con la Messa festiva delle ore 11.00 in diretta streaming, con la Lettera indirizzata a voi per la Domenica delle Palme, con il video della Via Crucis preparata dall’’ACR diocesana e pregata da 14 nostre famiglie, con i suggerimentiparole, gesti e segni- per vivere cristianamente in casa questa Settimana Santa.

Si apre oggi il Triduo che ci prepara alla Pasqua di resurrezione e la celebrazione a porte chiuse, alle ore 17.00 nella Chiesa di S. Lorenzo, ci vedrà uniti, sì, con la tecnologia, ma soprattutto nello spirito di fede e di amore per il nostro Signore Gesù. Quella “lavanda dei piedi“ e quella preghiera di adorazione davanti al Santissimo Sacramento che tanto ci univa, diventino momenti di famiglia.

Venerdì santo ripercorreremo i passi della Passione e Morte di Cristo, alle ore 15.00 dalla Chiesa di S. Antonio e idealmente alle ore 21.00 con la preghiera della Via Crucis, mentre le finestre delle nostre case saranno tutte illuminate.

La Veglia pasquale, che io celebrerò da solo portandovi tutti nel cuore, ci vedrà invece sintonizzati sui canali TV con le celebrazioni di Papa Francesco (h. 21.00) o del nostro Vescovo Gerardo (h. 22.00).

Essere genitore è “una delle cose più difficili che farai, ma in cambio ti insegna il significato di un amore incondizionato” (N. Sparks). L’espressione di questo autore statunitense evidenzia l’arduo compito di essere madre e padre, ma ricorda pure che è il dono più grande perché insegna ad amare, proprio come Dio, in moto totale e senza riserve. Sono grato e solidale con tutti voi che avete messo in campo tanta creatività e pazienza, recuperando anche momenti belli forse perduti o dimenticati. Sono altresì in ansia e addolorato per le persone e le famiglie che vivono seri problemi economici e vedono il loro futuro pieno di inquietudine e di insicurezze. Mai come oggi sentiamo il bisogno di Dio, capace di infondere nei nostri cuori fiducia, speranza e amore.

Lo stesso Cero pasquale che anche quest’anno Alessandra Palombo ci ha decorato, desidera raccontare nella sua essenzialità e nei suoi colori il momento difficile che stiamo vivendo.

Un ultima nota: costretto a rinviare a data da definire –in ottemperanza alle decisioni governative ed ecclesiali- le celebrazioni dei Sacramenti –prima Confessione e prima Comunione per i ragazzi, Cresima degli adulti- che ci auguriamo di poter fare gioiosamente in autunno, concordandone insieme date e modalità, vi invito tutti alla RESILIENZA, che è la volontà di rialzarsi dopo ogni caduta, trasformando il dolore presente in una preziosa opportunità di conversione. Sarà per me e per voi la vera Pasqua perché risorgeremo a vita nuova insieme a Cristo e sarà bello celebrarla come comunità parrocchiale, alle ore 11.00, anche se in diretta streaming sulla nostra pagina Facebook.

Vi abbraccio tutti ad uno ad uno, con affetto e gratitudine e vi auguro una santa Pasqua cristiana.

don Alfredo Di Stefano

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2019 04 12 - San Lorenzo Parrochia Isola Liri - Via Crucis - Uomini e donne sotto la Croce - 006

PROGRAMMA DELLA SETTIMANA SANTA 5-12 Aprile 2020

Questa Pasqua dolorosamente diversa” a causa della pandemia da Coronavirus vedrà celebranti e fedeli vivere a distanza ed in modo diverso i Riti della Settimana Santa.  In Parrocchia li vivremo così:

 

5 Aprile, DOMENICA DELLE PALME, è IL giorno del TRIPUDIO

L’impossibilità ad effettuare la benedizione delle Palme in forma comunitaria e la tradizionale Processione dalla Chiesa di S. Antonio a S. Lorenzo non ci impedisce di sentirci comunità in festa nel ricordo dell’ingresso di Gesù a Gerusalemme tra ali festanti di folla.

Alle ore 11.00 CELEBRAZIONE EUCARISTICA

in diretta streaming dalla Chiesa di S. Lorenzo

 

Una parola: “Apritevi, o porte eterne, avanzi il re della gloria”

 

Un gesto: Le famiglie si sentano unite alle persone sole nel compiere un semplice gesto:

                      aprano la porta di casa per il tempo di una breve preghiera di esultanza a Gesù

“Osanna al Figlio di Davide, Osanna al Redentor”.

Un segno:  Al momento del pranzo pongano sulla tavola un ramoscello di ulivo o una piantina, segno di

pace e di speranza. Con la recita del Padre nostro si benedica la mensa e se si è in famiglia,

il papà – o un altro membro- tracci un segno di croce sulla fronte dei presenti.

 

9 Aprile, GIOVEDI SANTO, è il giorno del SERVIZIO

La Celebrazione eucaristica avverrà, senza concorso di popolo,

alle ore 17.00 nella Chiesa di S. Lorenzo e sarà trasmessa in diretta streaming

 

Una parola:  “Ogni volta che mangiate di questo pane e bevete a questo calice…”

 

Un segno:  Ponete sulla tavola un pane e, volendo, un bicchiere di vino, mettete in bella vista

un grembiule e una bacinella con l’acqua.

Un gesto: Se si è insieme, si divida il pane in piccoli pezzi da mangiare lentamente.

Chi può e vuole, lavi i piedi ad un membro della famiglia.

Raccoglietevi per pochi minuti in preghiera silenziosa pensando a Gesù Eucaristia

 

10 Aprile, VENERDI SANTO, è il giorno del DOLORE

Alle ore 15.00 sette colpi scuri risuoneranno nel cielo del nostro paese Il Rito della “scopritura” con la preghiera delle 5 piaghe avverrà a porte chiuse nella Chiesa di S. Antonio e trasmessa in diretta streaming Seguirà la Via Crucis

 

Una parola: “Dio mio, Dio mio… Padre, perdona loro… Nelle tue mani rimetto il mio spirito”

 

Un gesto:  Chi può, si metta in ginocchio o in atteggiamento raccolto e innalzi a Dio una preghiera

sommessa affidando tutti i malati, i moribondi ed i propri cari defunti.

Un segno:  E’ bello accendere tutti un lumino ponendolo sulla finestra per tutta la notte e alle ore 21.00

                           seguire in TV la  VIA CRUCIS del Papa sul sagrato della Basilica di S. Pietro

 

11 Aprile, SABATO SANTO, è il giorno del SILENZIO

Non ci sono celebrazioni, ma la chiesa parrocchiale è aperta per la preghiera personale da fare sempre seguendo le opportune disposizioni per gli spostamenti e le uscite da casa.

 

Una parola: “Lì, sedute di fronte alla tomba, c’erano Maria di Magdala e l’altra Maria”

Un gesto: Come le due donne, fermiamoci qualche istante nel corso della giornata davanti a quella

tomba” facendo silenzio, spegnendo TV, telefonino e computer.

Un segno: Poniamo bene in vista in un angolo della casa un lenzuolo bianco come quello che avvolse Gesù.

 

Seguiamo alle ore 21.00 la VEGLIA PASQUALE che sarà celebrata dal Papa nella Basilica di S. Pietro

 

12 Aprile, DOMENICA DI PASQUA, è il giorno della RISURREZIONE

La Celebrazione eucaristica avverrà, senza concorso di popolo, alle ore 11.00 nella Chiesa di S. Lorenzo e sarà trasmessa in diretta streaming

 

Una parola: “Perché cercate tra i morti colui che è vivo? Non è qui, è risorto”

 

Un gesto: Bussate alla porta del vicino, affacciatevi alla finestra, telefonate per dire non semplicemente

Auguri”, ma  “Il Signore è veramente risorto, alleluia!”

 

Un segno:  L’uovo in ogni cultura e in ogni tempo è segno di vita, di rinascita, di futuro. Manteniamo la

bella tradizione di consumarle sode o, se non piacciono, di decorarle e porle a centro-tavola.

SANTA PASQUA A TUTTI!

Isola del Liri, 30 Marzo 2020                                                                                                                                  Il vostro parroco

Don Alfredo

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  • Non essendo possibile in questo periodo effettuare le CONFESSIONI individuali, si ricorda ai fedeli di praticare un atto di profonda contrizione, sinceramente pentiti di essersi allontanati dall’amore di Dio; scegliere un gesto di penitenza che ripari al male commesso, si rafforzi la volontà di servire il Signore.
  • In preparazione alla Solennità della Pentecoste (31 maggio), sperando nella fine dell’emergenza sanitaria, ci ritroveremo –ragazzi, giovani e adulti- per una Liturgia penitenziale e le confessioni individuali.
  • La pia pratica della BENEDIONE DELLE FAMIGLIE, già iniziata a febbraio e poi sospesa per l’epidemia da Coronavirus, sarà ripresa presumibilmente dopo la Pentecoste e per tutto il mese di Giugno..

 

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Parrocchia San Lorenzo - NEWS - LaSpese in Attes

LA SPESA IN …ATTESA

 “Tra di noi, nelle nostre famiglie, una delle cose che fa più male è quando ci sentiamo dire: “Non t’importa di me?”.
È una frase che ferisce e scatena tempeste nel cuore”.

 

Questa frase pronunciata da Papa Francesco venerdì scorso in una Piazza S. Pietro desolata e battuta dalla pioggia, è alla base della nostra iniziativa di solidarietà, segno di carità fraterna per vivere insieme nella fatica e nel dolore una PASQUA cristiana d’amore e di resurrezione.

La speranza si va facendo pian piano certezza: usciremo, sì, da questo triste momento di paura, di isolamento, di dolore, di morte, alcuni più serenamente, altri più abbattuti e feriti, ma la ripresa non sarà facile né uguale per tutti.

I segnali si avvertono fin d’ora, perché le dispense in casa si vanno svuotando ed i soldi per fare la spesa, forse, non bastano o non ci sono proprio.

Questo pensiero agita il cuore di molti e, come comunità parrocchiale, desideriamo lanciare un’iniziativa, “la spesa in… attesa”, che si affiancherà alle varie altre messe in campo.

Chiediamo a chi vuole e può, di fare una spesa di prodotti alimentari non deteriorabili, o altro materiale per l’igiene della casa e personale, lasciando la busta presso i due tabaccai che hanno dato la loro disponibilità a questo meritevole servizio: Marco e Andrea Bianchi al Capocroce; Daniele Bartolomucci in Via Roma, posti ai due lati della città.

Quella “spesa in attesa” sarà ritirata dai nostri operatori Caritas e distribuita a chi ne ha più bisogno, divenendo, quindi, una “spesa inattesa”, cioè, inaspettata e gradita.

E’ un piccolo gesto che, portato avanti nel tempo, se necessario, allevierà un poco gli affanni di tante persone, perché di loro, sì che ci importa e ci importa davvero!

 

Grazie a chi collaborerà.

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Parrocchia San Lorenzo - NEWS - Il Venerdi della Misericordia - Evidenza

IL VENERDI DELLA MISERICORDIA

Un dramma nel dramma è quello dei tanti morti in solitudine, senza il conforto degli affetti più cari, né quello assicurato dai sacramenti. Tante sono le preghiere che si elevano al cielo nelle chiese vuote e dalle case mai così “affollate” come in questi giorni di isolamento.

Già i sacerdoti celebrano ogni giorno la S. Messa per l’intero popolo di Dio, vivi e defunti, ma in attesa che tutto questo finisca e si tornerà a celebrare l’Eucaristia insieme, in suffragio di questi fratelli, il Papa ha chiesto per oggi, venerdì 27 marzo, due gesti significativi: i Vescovi si recheranno da soli in un Cimitero della propria Diocesi per affidare alla misericordia del Padre tutti i defunti ed esprimere la vicinanza della Chiesa a quanti sono nel pianto e nel dolore.

Alle ore 18.00 in Piazza S. Pietro il Papa, tutto solo, si metterà in adorazione del SS. Sacramento e sotto lo sguardo del Cristo miracoloso di S. Marcello al Corso, con cui è gemellata la nostra Confraternita del SS. Crocifisso.

Il momento di preghiera si chiuderà con la benedizione “Urbi et orbi” e l’indulgenza plenaria, concessa a tutti coloro che si uniranno in preghiera, secondo le condizioni previste dal nuovo Decreto del 20 marzo scorso della Penitenzieria apostolica.

«Si concede l’Indulgenza plenaria ai fedeli affetti da Coronavirus, sottoposti a regime di quarantena per disposizione dell’autorità sanitaria negli ospedali o nelle proprie abitazioni se, con l’animo distaccato da qualsiasi peccato, si uniranno spiritualmente attraverso i mezzi di comunicazione alla celebrazione della Santa Messa o della Divina Liturgia, alla recita del Santo Rosario o dell’Inno Akàthistos alla Madre di Dio, alla pia pratica della Via Crucis o dell’Ufficio della Paràklisis alla Madre di Dio oppure ad altre preghiere delle rispettive tradizioni orientali, ad altre forme di devozione, o se almeno reciteranno il Credo, il Padre Nostro e una pia invocazione alla Beata Vergine Maria, offrendo questa prova in spirito di fede in Dio e di carità verso i fratelli, con la volontà di adempiere le solite condizioni (confessione sacramentale, comunione eucaristica e preghiera secondo le intenzioni del Santo Padre), non appena sarà loro possibile»

 

Parrocchia San Lorenzo - NEWS - Il Venerdi della Misericordia - 002Parrocchia San Lorenzo - NEWS - Il Venerdi della Misericordia - 001

 

A sinistra l’immagine del nostro Crocifisso, gelosamente custodito nella chiesa di S. Antonio. Da secoli è amato e venerato dagli Isolani, che lo pregano con fede ogni 1° domenica del mese in occasione della “scopritura” ed il venerdì santo, nella festa in suo onore a Luglio e nel giorno dell’Esaltazione della S. Croce a Settembre. E’ invocato con fiducia e speranza nei momenti di pericolo e di calamità naturali.

A destra il Crocifisso oggetto della venerazione dei romani da più di cinquecento anni, da quando – nel 1519 – emerse miracolosamente intatto dall’incendio che devastò la chiesa che lo ospitava. Tre anni più tardi venne portato in processione per tutti i rioni della città, gesto cui venne attribuita la cessazione dell’epidemia di peste che aveva colpito Roma.

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Parrocchia San Lorenzo -NEWS - don Alfredo Di Stefano - Celebrazione Eucaristica

CELEBRAZIONE EUCARISTICA IN DIRETTA STREAMING

La lunga “quarantena”, cui il Coronavirus ci sta costringendo già da settimane, andrà oltre i 40 giorni della Quaresima, che per i cristiani è tempo di digiuno e penitenza, di preghiera e carità.

Si continuerà a stare a distanza gli uni dagli altri ed a celebrare i Riti della Pasqua uniti solo nello spirito.

Per rafforzare il nostro senso di comunità, civile ed ecclesiale, alla celebrazione eucaristica delle ore 11.00 di domenica 29 marzo, trasmessa come nelle settimane precedenti in diretta streaming, sarà presente il nostro Sindaco Massimiliano Quadrini, che al termine della Messa insieme al Parroco don Alfredo Di Stefano accenderà la lampada davanti all’immagine della Madonna di Loreto, protettrice della città.

Sarà un gesto di fiducia e di speranza che il popolo di Isola del Liri rivolge alla Vergine Maria in questo tempo di fragilità e di smarrimento, sapendo che il suo cuore di Madre saprà consolarci e renderci forti.

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Parrocchia San Lorenzo - Echi di Vita 008 _ 2020

2020 – Echi di Vita N°08 – RINUNCIARE AL RANCORE, ALLA RABBIA… BENEFICIARE DELL’AMORE DI DIO

Una serie di situazioni molto concrete: schiaffo, tunica, miglio. E soluzioni in sintonia: l’altra guancia, il mantello, due miglia.

La semplicità del vangelo!

Gesù parla della vita con le parole proprie della vita. Niente che un bambino non possa capire, nessuna teoria astratta e complicata, ma la proposta di gesti quotidiani, la santità di ogni giorno, che sa di abiti, di strade, di gesti, di polvere. E di rischio.

E poi apre feritoie sull’infinito: siate perfetti come il Padre, siate figli del Padre che fa sorgere il sole sui cattivi e sui buoni. Fare ciò che Dio fa, essere come il Padre, qui è tutta l’etica biblica.

E che cosa fa il Padre? Fa sorgere il sole.

Mi piace questo Dio solare, luminoso, splendente di vita, il Dio che presiede alla nascita di ogni nostro mattino. Il sole, come Dio, non si merita, si accoglie. E Dio, come il sole, si trasforma in un mistero gaudioso, da godere prima che da capire.

Fa sorgere il sole sui cattivi e sui buoni.

Addirittura Gesù inizia dai cattivi, forse perché i loro occhi sono più in debito di luce, più in ansia.

Se uno ti dà uno schiaffo sulla guancia destra, tu porgigli anche l’altra.

Cristo degli uomini liberi, padroni delle proprie scelte anche davanti al male, capaci di disinnescare la spirale della vendetta e di inventarsi qualcosa, un gesto, una parola, che faccia saltare i piani e che disarmi.

Così semplice il suo modo di amare e così rischioso.

E tuttavia il cristianesimo non è una religione di battuti e sottomessi, di umiliati che non reagiscono. Come non lo era Gesù che, colpito, reagisce chiedendo ragione dello schiaffo. E lo vediamo indignarsi, e quante volte, per un’ingiustizia, per un bambino scacciato, per il tempio fatto mercato, per il cuore di pietra dei pii e dei devoti.

Non passività, non sottomissione debole, quello che Gesù propone è una presa di posizione coraggiosa: tu porgi, fai tu il primo passo, cercando spiegazioni, disarmando la vendetta, ricominciando, rammendando tenacemente il tessuto continuamente lacerato dalla violenza. Credendo all’incredibile: amate i vostri nemici. Gesù intende eliminare il concetto stesso di nemico. Amatevi, altrimenti vi distruggerete.

È tutto qui il Vangelo.

Violenza produce violenza, in una catena infinita. Io scelgo di spezzarla. Di non replicare su altri ciò che ho subito, di non far proliferare il male. Ed è così che inizio a liberare me nella storia.

Allora siate perfetti come il Padre… con il suo stile fatto di tenerezza, di combattiva tenerezza.

don Alfredo Di Stefano

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Parrocchia San Lorenzo - Echi di Vita 007 _ 2020

2020 – Echi di Vita N°07 – GUARIRE IL CUORE PER GUARIRE LA VITA

Avete inteso che fu detto, ma io vi dico…” Gesù non annuncia una nuova morale più esigente e impegnativa. Queste, che sono tra le pagine più radicali del Vangelo, sono anche le più umane, perché qui ritroviamo la radice della vita buona.

Il discorso della montagna vuole condurci alla radice, lungo una doppia direttrice: la linea del cuore e la linea della persona e della comunità.

Il grande principio di Gesù è il ritorno al cuore, che è il laboratorio dove si forma ciò che poi uscirà fuori e prenderà figura di parola, gesto, atto. È necessario guarire il cuore per guarire la vita.

Fu detto: non ucciderai; ma io vi dico: chiunque si adira, chiunque alimenta dentro di sé rabbie e rancori, è già omicida.

Gesù risale alla radice prima, a ciò che genera la morte o la vita. E che san Giovanni esprimerà in un’affermazione colossale: «Chi non ama suo fratello è omicida». Cioè: chi non ama uccide. Non amare qualcuno è togliergli vita; non amare è un lento morire.

Ma io vi dico: non giurate affatto; il vostro dire sia sì, sì; no, no. Dal divieto del giuramento, Gesù arriva al divieto della menzogna. Di’ la verità sempre, e non servirà più giurare. Così porta a compimento, sulla linea del cuore, le conseguenze già implicite nella legge antica.

E poi la linea della persona: Se tu guardi una donna per desiderarla, sei già adultero. Non dice: se tu, uomo, desideri una donna; se tu, donna, desideri un uomo. Il desiderio è un servitore indocile, ma importante. Dice: Chi guarda per desiderare, e vuol dire: se tu guardi solo per il tuo desiderio, se guardi il suo corpo per il tuo piacere, allora tu pecchi contro la sua persona. Tu allora sei un adultero, nel senso originario di adulterare: tu falsifichi, tu inquini, tu impoverisci la persona. Perché riduci a oggetto per te, a corpo “usa e getta” la persona, che invece è abisso, oceano, cielo, angelo, profondità, vertigine.

Pecchi non tanto contro la legge, ma contro la profondità e la dignità della persona, che è icona di Dio. Perché la legge è sempre rivelazione dei comportamenti che fanno crescere l’uomo in umanità, o che ne diminuiscono l’umanità e la grandezza, che è come dire rivelazione di ciò che rende felice l’uomo.

È un unico salto di qualità quello che Gesù propone, la svolta fondamentale: passare dalla legge alla persona, dalla persona alla comunità, (se tuo fratello..), dall’esterno all’interno, dalla religione del fare a quella dell’essere. Il ritorno al cuore, là dove nascono i grandi «perché» delle azioni.

Allora il vangelo è facile, umanissimo, anche quando dice parole come queste, che danno le vertigini.

don Alfredo Si Stefano