Author : E. Redazione

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San Lorenzo Martire ® - 2016 06 28 - Echi di VITA - N 43

Echi Di Vita N°43 – Gesù educa il cuore a non custodire risentimenti …

Vuoi che scenda un fuoco dal cielo e li consumi? La reazione di Giacomo e Giovanni al rifiuto dei Samaritani è logica e umana: farla pagare! Gesù si voltò, li rimproverò e si avviò verso un altro villaggio. La logica umana dice: i nemici si combattono e si eliminano. Gesù invece vuole eliminare il concetto stesso di nemico. C’è sempre un nuovo paese, con altri malati da guarire, altri cuori da fasciare, altre case dove annunciare pace.
Gesù non cova risentimenti, lui custodisce sentieri verso il cuore dell’uomo e ci invita a non recriminare sul passato, ad iniziare percorsi. Come accade anche ai tre nuovi discepoli che entrano in scena nella seconda parte del Vangelo: le volpi hanno tane, gli uccelli nidi, ma io non ho dove posare il capo. Con la metafora delle volpi e degli uccelli Gesù traccia il ritratto della sua esistenza minacciata dal potere religioso e politico, sottoposta a rischio, senza sicurezza. Chi vuole vivere tranquillo e in pace nel suo nido sicuro non potrà essere suo discepolo. Noi siamo abituati a sentire la fede come conforto e sostegno, pane buono che nutre, e gioia. Ma questo Vangelo ci mostra che la fede è anche altro: un progetto da cui si sprigiona la gioiosa fatica di aprire strade nuove.
Lascia che i morti seppelliscano i loro morti. Una frase durissima che non contesta gli affetti umani, ma che si chiarisce con ciò che segue: Tu va e annunzia il Regno di Dio. Tu fa cose nuove. Se ti fermi all’esistente, al già visto, al già pensato, non vivi in pienezza. Noi abbiamo bisogno di freschezza e il Signore ha bisogno di gente viva.

Di gente che, come chi ha posto mano all’aratro, non guardi indietro a sbagli, incoerenze, fallimenti, ma guardi avanti, ai grandi campi del mondo, dove i solchi dell’aratro sono ferite che però si riempiono di vita.

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San Lorenzo Martire ® - 2016 06 18 - Echi di VITA - N 42

Echi Di Vita N°42 – Chi dicono cha io sia

Ma voi, chi dite che io sia? Gesù usa la pedagogia delle domande per far crescere i suoi amici.
Gesù non impartisce lezioni, non suggerisce risposte, ma conduce con delicatezza a cercare nel proprio cuore.

Nella vita, più che le risposte, contano le domande, perché le risposte ci appagano e ci fanno stare fermi, le domande invece ci obbligano a guardare avanti e ci fanno camminare. All’inizio Gesù interroga, quasi per un sondaggio d’opinione: «Le folle, chi dicono che io sia?».

E l’opinione della gente è bella e incompleta: «Dicono che sei un profeta», come Elia o il Battista.

Allora Gesù cambia domanda, la fa esplicita, diretta:

«Ma voi, chi dite che io sia?». Ma voi…prima di tutto c’è un “ma”, una avversativa, quasi in opposizione a ciò che dice la gente. Non accontentatevi di una fede “per sentito dire”. Ma voi! Cioè, voi che mi avete invocato e pregato, conosciuto e amato: chi sono per voi? È il cuore pulsante della fede: chi sono io per te? Non cerca parole, Gesù, cerca persone. La sua assomiglia alle domande che si fanno gli innamorati: quanto posto ho nella tua vita, quanto conto, chi sono per te? E l’altro risponde: tu sei la mia vita, sei la mia donna, il mio uomo, il mio amore.

Gesù non ha bisogno dell’opinione dei suoi apostoli per sapere se è più bravo dei profeti di ieri, ma per accertarsi che Pietro e gli altri siano degli innamorati che hanno aperto il cuore. Gesù è vivo solo se è vivo dentro di noi. Il nostro cuore può essere la culla o la tomba di Dio..

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San Lorenzo Martire ® - 2016 06 12 - Echi di VITA - N 41

Echi Di Vita N°41 – L’AMORE COME PROFUMO DELLA FEDE

Una donna sfida tutte le buone consuetudini, calpesta i rituali abituali e si lascia condurre dal suo cuore, un cuore inquieto, un cuore che sente che quel Gesù non l’avrebbe disprezzata, non l’avrebbe cacciata.

Va diritta davanti a lui, non gli chiede permesso, fa una cosa inaudita, sconveniente: con le mani e le lacrime, con i capelli, tocca e profuma i suoi piedi.

Lei ha capito il cuore di Gesù: “Simone, tu non mi hai dato un bacio, questa donna invece da quando sono entrato non ha cessato di baciarmi”.

Dal poco al molto amore: Gesù desidera essere amato, va in cerca di persone e ambienti pronti a dargli affetto. Il racconto rivela tutta l’umanità di Gesù. Gesù non solo dà affetto, ma sa anche riceverlo. Ama e si lascia amare, e in questo atteggiamento la sua umanità e la sua divinità si riconoscono, si ricongiungono.

Come cristiani potremo diventare come Simone, credenti molto religiosi, ma anche molto duri.

La fede prima di tutto restituisce grande sensibilità al nostro cuore: è sempre risposta all’amore di Dio, non solo osservanza di regole.

Molto le è perdonato perché molto ha amato. La fede non va compresa come un insieme di dogmi e di doveri, con molte leggi e poco profumo. Gesù invece va dritto al cuore: ama, hai fatto tutto.

Quella donna ci testimonia che un solo gesto d’amore, anche se muto e senza eco, è più utile per questo nostro mondo dell’azione più clamorosa, dell’opera più grandiosa: questa è la vera rivoluzione portata da Gesù, possibile a tutti, possibile a me, ogni giorno.

Ecco la nostra comunità parrocchiale: far sì che il profumo della fede e dell’amore si diffonda in
tutta la nostra città!

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Il MESE A MARIA SI E’ CHIUSO IN BELLEZZA

Senza nulla togliere a ciascun luogo che ha accolto le celebrazioni eucaristiche del Lunedi sera, non poteva esserci “location” migliore per chiudere il mese di Maggio.
Dalla cappella nobiliare ricca di arredi e di storia all’interno della Villa Mangoni  resa ancora più preziosa dalla presenza della Madonna di Loreto in trasferta dalla sua grotta naturale su alla Cava, siamo passati alla rusticità agreste di S. Paolo con la piccola Madonna di Fatima sotto il gazebo ricco di profumi di campo.
Poi è stata la volta di una casa tra le case in via Pirandello con la graziosa immagine della Madonna dei fiori, seduta con il Bimbo in braccio –quasi a riposarsi- ed infine al Centro anziani vegliati dalla bianca statua dell’Immacolata dono di don Alfredo. E proprio lei, la Vergine Immacolata, ci ha seguiti nell’ultima celebrazione, lunedi scorso, al Parco fluviale, in un luogo mirabile per la sua bellezza, radunati intorno all’altare posto in un abside naturale -la biblioteca che porta il nome e il ricordo del Preside Modesto Galante, riaperta da poco grazie all’impegno di un giovane volenteroso.
Se… “Parigi val bene una Messa –come fu per Enrico III di Navarra che per diventare re di Francia nel 1593 da ugonotto si convertì al cattolicesimo- una Messa da sola non è tutta la missione di una parrocchia. E’ la fonte ed il culmine del cammino di una comunità fatto di tanti piccoli passi e di tanti grandi gesti. Anche quei piccoli passi fatti la sera per salire su a Capitino alla luce di tante fiaccole e con la preghiera sulle labbra e nel cuore in nome e in onore di Maria.

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San Lorenzo Martire ® - 2016 06 04 - Echi di VITA - N 40

Echi Di Vita N°40 – Gesù è il profeta della compassione

Quante storie così anche oggi! La donna di Nain aveva già pianto la morte del suo uomo. Adesso è inghiottita dal dolore più atroce, quella del figlio. Il Vangelo racconta la reazione di Gesù: egli prova dolore per il dolore dell’uomo.

Luca lo esprime con tre verbi: provare compassione, fermarsi, toccare. Gesù vede il pianto e si commuove.

Ecco il mondo nascosto e silenzioso: un immenso pianto per chi ha perduto una persona cara. Ognuno di noi, in questa domenica, sentirà il vuoto per l’assenza di molti.

Quella donna non prega Gesù, non lo chiama, non lo cerca, ma tutto in lei è una supplica senza parole, e Dio ascolta l’eloquenza delle lacrime, risponde al pianto silenzioso di chi neppure si rivolge a lui. E si fa vicino, vicino come una madre al suo bambino. Gesù vede, si ferma e tocca: ragazzo dico a te, alzati. E lo restituì alla madre, restituisce il ragazzo all’abbraccio, all’amore, agli affetti che soli ci rendono vivi, alle relazioni d’amore nelle quali soltanto troviamo la vita.

Gesù è il profeta della compassione, di un Dio che cammina per tutte le Nain del mondo, si avvicina a chi piange, piange insieme con noi quando il dolore sembra sfondare il cuore e infonde in ciascuno forza e speranza. Tutte le nostre lacrime sono raccolte dal Signore e dalla sua Chiesa, per questo ogni liturgia della domenica raccoglie la memoria dei nostri defunti, e allora quelle lacrime, sono destinate a diventare perle di umanità e di saggezza per un futuro abitato dall’amore e dal sentirsi fratelli.

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San Lorenzo Martire ® - 2016 05 28 - Echi di VITA - N 39

Echi Di Vita N°39 – Corpus Domini

Carissimi fratelli e sorelle, distinte Autorità, donne e uomini di buona volontà, da duemila anni noi cristiani crediamo che l’ Eucaristia sia tutto per noi: la riteniamo fonte e culmine, punto di partenza e pienezza del vissuto cristiano.
“L’unione con Cristo che si realizza nel sacramento ci abilita anche a una novità nei rapporti sociali”: così si esprimeva papa Benedetto XVI nel suo “Sacramentum caritatis” al n. 89.
E’ proprio su questa originalità sociale dell’Eucaristia che vi invito a riflettere, ricordando a tutti la celebrazione di domenica 29 Maggio alle ore 18.00, nella piazzetta del rione Nazareth, con i reverendi Parroci di S. Maria dei Fiori e S. Carlo, Don Dante Gemmiti, e di Maria SS. Immacolata, don Roberto Dell’Unto.
“Poiché partecipiamo allo stesso pane, formiamo lo stesso corpo”.
Ecco la valenza sociale dell’Eucaristia. La configurazione architettonica della nostra città, con la parrocchia san Lorenzo e il palazzo comunale al centro, divisi solo dalla suggestiva cascata e con le varie chiese incastonate nel tessuto urbano, restituisce plasticamente una immagine della realtà sociale, centrata attorno alla dimensione religiosa, còlta in stretta connessione con quella civile.

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SE I MURI POTESSERO PARLARE

Bello! Bellissimo! Bravi! Bravissimi! E poi, tanti sorrisi e altrettanti applausi.

Tutto questo –e altro ancora- si è sentito domenica scorsa tra le pareti del Teatro Stabile Comunale, un luogo appunto bellissimo con la sua piazzetta che affaccia sul fiume, il pavimento in cotto, le pareti nude ma armoniose, un’acustica perfetta…

Era un vecchio mulino ed oggi è un luogo di incontro accogliente ed un centro dove è bene e bello fare cultura.

Se la mattina, infatti, aveva ospitato un centinaio di ragazzini vocianti che con le loro catechiste hanno chiuso l’anno in bellezza tra giochi, gare di cultura religiosa, musica e balli, nel pomeriggio mentre loro si divertivano fuori con gigantesche bolle di sapone, zucchero filato e pop corn, i genitori dentro si confrontavano con don Alfredo –tornato serio dopo essersi fatto piccolo con i piccoli- su temi cruciali come Famiglia tra felicità e fatica, Paura tra speranza e fiducia, Educazione tra essenzialità ed esagerazione, Dialogo tra televisione, telefonini, tablet, smartphone… Un bel dire, davvero, anzi tanto da dire ancora, perché i temi e i problemi di una coppia e di una famiglia non si esauriscono certo in un incontro.

Conclusa la festa del catechismo con un bel momento di preghiera iniziato dentro con le 8 Beatitudini, quelle dettate da Gesù nel Discorso della montagna e quelle della Famiglia di oggi e completato fuori in un grande cerchio ed il lancio festoso dei palloncini che fin dalla mattina avevano allegramente addobbato la chiesa ed il teatro, questo stesso luogo è divenuto palcoscenico per una performance d’eccezione proposta nell’ambito del Maggio Musicale Isolano.

Un quintetto di fiati fantasiosi ed originali ed una bravissima voce recitante hanno dato vita, dopo un’ anteprima sulle note di Rossini, ad una rilettura in chiave musicale di tre favole di Esopo “La cicala e la formica”, “Al lupo,al lupo!” e “Il leone va in guerra”, mentre le illustrazioni ad acquarello dello stesso clarinettista scorrevano sullo schermo a parete. Una proposta davvero bella, un progetto di alta cultura…

Peccato, però, che i bambini ed i ragazzi se ne erano appena andati!

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San Lorenzo Martire ® - 2016 05 20 - Echi di VITA - N 38

Echi Di Vita N°38 – Santissima Trinità

Trinità: un solo Dio in tre persone. Un Dio che esce dall’isolamento e dalla solitudine e che testimonia un infinito movimento di amore. Un Dio che è reciprocità, incontro, abbraccio, scambio, superamento di sé. Un Dio che è comunione.

E noi? L’uomo è fatto ad immagine della Trinità. La chiesa è icona della Trinità. Per noi uomini e per tutte le cose c’è qualcosa che ci lega a qualcuno, a tanti; c’è un legame di amore, mistero di comunione che ci fa immagine e somiglianza della Trinità.

Gesù con la sua dipartita e il dono dello Spirito santo apre ad un futuro, promette la sua guida che genera il Vangelo in noi e sogni aperti alla bellezza di legami invisibili, che ci rendono persone di relazioni, sempre alla ricerca di reciprocità, con il cuore pieno di desideri.

Ecco il mistero della Trinità: ogni volta che tu metti un mattone di comunione tu professi la fede nella Trinità; ogni volta che tu costruisci legami e abbracci di comunione, manifesti la Trinità; ogni volta che tu accogli e sei accolto realizzi la tua vocazione di comunione.

Gloria al Padre, al Figlio, allo Spirito santo….così preghiamo: creazione, rivelazione e redenzione sono le azioni trinitarie che aprono a noi il mistero di Dio e questo ci raggiunge attraverso la liturgia domenicale, la cui azione è opera della Trinità.

Allora, ciascuno di noi ha la possibilità di immergersi, in questo oceano infinito, ogni settimana, per mezzo dei riti e delle preghiere, per assaporare l’ebbrezza infinita della sua misericordia.

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LE “VOCI SPARSE” NELLA CHIESA DI S. GIUSEPPE

Un vero lavoro da… orafo è risultato il 2° appuntamento del Maggio Musicale Isolano, sapientemente organizzato per l’8° anno consecutivo dalle due Confraternite locali con il patrocinio del Comune di Isola del Liri e la direzione artistica dell’Accademia musicale isolana, diretta dal maestro Sandro Taglione,

Un piccolo gioiello -quasi  una bomboniera- è, infatti, la chiesa di S. Giuseppe, che con l’acustica perfetta ed il suo antico organo dal suono celestiale, ha da sempre ospitato la maggior parte dei Concerti.

Pura cesellatura, poi, è stato l’intreccio dei vari momenti musicali, che hanno visto alternarsi le voci dei dieci coristi -5 uomini e 5 donne- elegantissimi nel loro abito nero e dolcissimi nel loro “canto a cappella”, al suono melodioso dell’organo con i due Maestri, Marianna Polsinelli e Giacomo Cellucci, accompagnato in un pezzo anche dalla tromba di Cesare Palmigiani e, incastonati in quest’armonia, le voci dei due solisti, il soprano Anna Laura Tamburro e il contraltista Andrea Conti, mentre i coristi, Isa e Piercarlo, si trasformavano con naturalezza in presentatori della serata.

Espressione artistica, quindi, di alto valore ma anche momento di spiritualità profonda, perché le musiche di autori come Pierluigi da Palestrina, Scarlatti, Bach, Perosi, Haendel, Mascagni, Schubert, Monteverdi e perfino Morricone –per dirne solo alcuni-  davano sonorità a  preghiere e parole a noi note come l’Ave Maria, il Veni Creator, il Benedictus, l’Angeli Dei, l’Agnus Dei ed il Salmo 138 “Tu sai tutto di me” sulle note dell’Aria sulla IV corda di Bach.

Da domenica prossima il Maggio musicale isolano si sposterà presso il Teatro stabile di Isola del Liri con “Tra Opera e Favola” alle ore 19.00 e domenica 26 maggio con il “Duo di chitarre” alle ore 21.00.

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