Author : E. Redazione

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San Lorenzo Parrocchia - ECHI DI VITA 2019 N 03

2019 – Echi di Vita N°03 – DIO VIENE COME FESTA E COME GIOIA

Con tue le situazioni tragiche, le morti e le croci d’Israele, Gesù dà inizio alla sua missione quasi giocando con dell’acqua e con del vino. Schiavi e lebbrosi gridavano la loro disperazione e Gesù comincia non da loro ma da una festa di nozze. Deve esserci soo qualcosa di molto importante: è il volto nuovo di Dio, un Dio che viene come festa.

A lungo abbiamo pensato che Dio non amasse troppo le feste degli uomini. Il crisanesimo ha subìto come un baesimo di tristezza. Dice un filosofo: «I crisani hanno dato il nome di Dio a cose che li costringono a soffrire!». Nel dolore Dio ci accompagna, ma non porta dolore. Lui benedice la vita, gode della gioia degli uomini, la approva, la apprezza, se ne prende cura.

Una festa di nozze: le nozze sono il luogo dove l’amore celebra la sua festa. Ed è lì che Gesù pone il primo dei segni: il primo segnale da seguire nelle strade della vita è l’amore, forza capace di riempire di miracoli la terra.

«E viene a mancare il vino». Il vino, in tua la Bibbia, è simbolo di gioia e di amore, ma minaccia; la vita si trascina stancamente, occorre qualcosa di nuovo: Gesù stesso, volto d’amore di Dio.

Il vino che viene a mancare è esperienza quodiana: viene a mancare quel non-so-che che dà qualità alla vita, un non-so-che di energia, di passione, di entusiasmo, di salute che dia sapore e calore alle cose. Come uscirne? A due condizioni.

«Qualunque cosa vi dica, fatela». Fate il suo Vangelo; rendetelo gesto e corpo; tuo il Vangelo, il consiglio amabile, il comando esigente, la consolazione, il rischio. E si riempiranno le anfore vuote della vita.

«Riempite d’acqua le anfore». Solo acqua posso portare davan al Signore, nient’altro che acqua. Eppure la vuole tua, fino all’orlo. E quando le sei anfore della mia umanità, dura come la pietra e povera come l’acqua, saranno offerte a Lui, colme
di ciò che è umano e mio, sarà Lui a trasformare questa povera acqua nel migliore dei vini, immeritato e senza misura.

A Cana, gli sposi non hanno meri o diriti da vantare. La loro povertà non è un ostacolo, ma una opportunità per il Signore, un tolo per il suo intervento. Dio viene anche per me che non ho meri; viene come festa e come gioia, come vino buono, e conta non i miei meri ma il mio bisogno.

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San Lorenzo Parrocchia - ECHI DI VITA 2019 N 02

2019 – Echi di Vita N°02 – NOI SIAMO LA GIOIA DI DIO!

Viene dopo di me colui che è più forte di me e vi baezzerà in Spirito Santo e fuoco, vi immergerà nel vento e nel fuoco di Dio.
Bella definizione del crisano: Tu sei ‘uno immerso’ nel vento e nel fuoco, ricco di vento e di fuoco, di libertà e calore, di energia e luce, ricco di Dio.

Battesimo significa immersione. Uno dei più anchi simboli crisani, quello del pesce, ricorda anche questa esperienza: come il piccolo pesce nell’acqua, così il piccolo credente è immerso in Dio, come nel suo ambiente vitale, che lo avvolge, lo sosene, lo nutre.

Tu sei il Figlio mio, l’amato: in te ho posto il mio compiacimento. Quella voce dal cielo annuncia tre cose, proclamate a Gesù sul Giordano e ripetute ad ogni nostro battesimo.

Figlio è la prima parola. Dio è forza di generazione, che come ogni seme genera secondo la propria specie. Siamo tutti figli nel Figlio, frammen di Dio nel mondo, specie della sua specie, abbiamo Dio nel sangue.

Amato. Prima che tu agisca, prima di ogni merito, che tu lo sappia o no, ad ogni risveglio, il tuo nome per Dio è ‘amato’. Dio ci ha amato per primo.

Mio compiacimento è la terza parola, che conene l’idea di gioia, come se dicesse: tu, figlio mio, mi piaci, guardo e sono felice.

Se ogni mattina potessi ripensare questa scena, vedere il cielo azzurro che si apre sopra di me come un abbraccio; sentire il Padre che mi dice con tenerezza e forza: figlio mio, amato mio, mio compiacimento; senrmi come un bambino che anche se è sollevato da terra, anche se si trova in una posizione instabile, si abbandona felice e senza more fra le braccia dei genitori, questa sarebbe la mia più bella, quodiana esperienza di fede.

Ma questo tutto possiamo viverlo, grazie al nostro Battesimo!

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San Lorenzo Parrocchia - ECHI DI VITA 2019 N 01

2019 – Echi di Vita N°01 – DIO CI AIUTA A REALIZZARE I NOSTRI SOGNI

Messaggi di speranza oggi: c’è un Dio dei lontani, dei cammini, dei cieli aperti, delle dune infinite, e tu hanno la loro strada. C’è un Dio che sta in una casa e non nel tempio, in Betlemme la piccola, non in Gerusalemme la grande. E gli Erodi possono opporsi alla verità, rallentarne la diffusione, ma mai bloccarla, essa vincerà comunque. Anche se è debole come un bambino.

Proviamo a percorrere il cammino dei Magi come se fosse una cronaca dell’anima.

Il primo passo è in Isaia: «Alza il capo e guarda». Saper uscire dagli schemi, saper correre dietro a un sogno, a una intuizione del cuore, guardando oltre.

Il secondo passo: camminare. Per incontrare il Signore occorre viaggiare, con l’intelligenza e con il cuore. Occorre cercare, di libro in libro, ma sopra.u.o di persona in persona. Allora siamo vivi.

Il terzo passo: cercare insieme. I Magi sono un piccolo gruppo che guarda nella stessa direzione,
fissano il cielo e gli occhi delle creature, a.en alle stelle e a.en l’uno all’altro.

Il quarto passo: non temere gli errori. Il cammino dei Magi è pieno di sbagli: arrivano nella città sbagliata; parlano del bambino con l’uccisore di bambini; perdono la stella; cercano un re e trovano un bimbo, non in trono ma fra le braccia della madre. Eppure non si arrendono ai loro sbagli, hanno l’infinita pazienza di ricominciare, finché al vedere la stella provarono una grandissima gioia. Dio seduce sempre perché parla la lingua della gioia.

Entra in casa, videro il Bambino e sua Madre…
Non solo Dio è come noi, non solo è con noi, ma è piccolo fra noi. Informatevi con cura del Bambino e fatemelo sapere perché venga anch’io ad adorarlo.

Quel re, quell’Erode, uccisore di sogni ancora in fasce, è dentro di noi: è il cinismo, il disprezzo che distrugge i sogni del cuore.

Rileggiamo le parole di Erode in posivo. Ma tu hai trovato il Bambino? Cerca ancora, accuratamente, nei libri, nell’arte, nella storia, nel cuore delle cose; cerca nel Vangelo, nella stella e nella parola, cerca nelle persone, e in fondo alla speranza; cerca con cura, fissando gli abissi del cielo e del cuore, e poi fammelo sapere perché venga anch’io ad adorarlo. Aiutaci a trovarlo e arriveremo, con i nostri piccoli doni e con tu.a la fierezza dell’amore, e proteggiamo i sogni da tu gli Erodi della storia e del cuore.

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San Lorenzo Parrocchia - ECHI DI VITA 2018 N 52

Echi di Vita N°52 – LA FAMIGLIA DI NAZARET ‘SCUOLA’ di AMORE

Maria e Giuseppe cercano per tre giorni il loro ragazzo: “Figlio, perché ci hai fatto questo? Tuo padre e io angosciati ti cercavamo”.
La famiglia di Nazaret la sentiamo vicina anche per questa sua fragilità, perché alterna giorni sereni, tranquilli e altri drammatici, come accade in tutte le famiglie, specie con figli adolescenti, come era Gesù. Maria più che rimproverare il figlio, vuole capire: perché ci hai fatto questo? Perché una spiegazione c’è sempre, e forse molto più bella e semplice di quanto
temevi. Un dialogo senza risentimenti e senza accuse: di fronte ai genitori, che ci sono e si vogliono bene -le due cose che importano ai figli- c’è un ragazzo che ascolta e risponde. Grande cosa il dialogo, anche faticoso: se le cose sono dificili a dirsi, a non dirle diventano ancora più dificili.

Non sapevate che devo occuparmi d’altro da voi? I figli non sono nostri, appartengono a Dio, al mondo, alla loro vocazione, ai loro sogni. Un iglio non deve impostare la propria vita in funzione dei genitori, è come fermare la ruota della creazione.

Non lo sapevate? Ma come, me lo avete insegnato voi il primato di Dio! Madre, tu mi hai insegnato ad ascoltare angeli! Padre, tu mi hai raccontato che talvolta la vita dipende dai sogni, da una voce: alzati, prendi il bambino e sua madre e fuggi in Egitto.

Ma essi non compresero. E tuttavia Gesù tornò a Nazaret e stava loro sottomesso. C’è incomprensione, c’è un dolore che pesa sul cuore, eppure Gesù torna con chi non lo capisce. Afferma: Io ho un altro Padre e tuttavia sta con questo padre. E cresce dentro una famiglia santa e imperfetta, santa e limitata. E noi ci meravigliamo di non capirci nelle nostre case?

Si può crescere in bontà e saggezza anche sottomessi alla povertà del mio uomo o della mia donna, ai perché inquieti di mio iglio, ai limiti dei genitori.

Gesù lascia il tempio e i maestri della Legge e va con Giuseppe e Maria, maestri di vita; lascia gli interpreti dei libri, e va con chi interpreta la vita, il grande Libro. Per anni impara l’arte di essere uomo guardando i suoi genitori vivere.

Da chi imparare la vita? Da chi ci aiuta a crescere in sapienza e grazia, cioè nella capacità di stupore ininito.

I maestri veri non sono quelli che metteranno ulteriori lacci o regole alla mia vita, ma quelli che mi daranno ulteriori ali. Mi daranno la capacità di volare. Di seguire lo Spirito, il vento di Dio. La casa è il luogo del primo magistero, dove i igli imparano l’arte più importante, quella che li farà felici: l’arte di amare.

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San Lorenzo Parrocchia - ECHI DI VITA 2018 N 51

Echi di Vita N°51 – NATALE, L’UOMO HA DIO NEL SANGUE

Nell’ultimo tratto di strada verso Natale ci fa da guida santa Maria, una ragazza gravida di Dio. Maria si mise in viaggio in fretta. L’amore ha sempre fretta. Va leggera, portata dal futuro che è in lei, e insieme pesante di vita nuova. Quel peso che mette le ali e fa nascere il canto.

Entrata nella casa di Zaccaria, salutò Elisabetta. E l’anziana, anche lei colma di una vita impensabile, è riempita di Spirito, perché Maria porta Dio con sé e contagia d’assoluto chiunque incontra: benedetta tu fra le donne, che sono tutte benedette.

E dove Dio giunge, c’è un sussulto del cuore, come per il piccolo Giovanni; dove Dio giunge scende una benedizione, che è una forza di vita che dilaga dall’alto, che produce crescita d’umano e moltiplicazione di vita, in tutte le sue forme.

Due donne sono i primi profeti del nuovo testamento. Allora Maria canta: magnifica l’anima mia il Signore. Che mi piace tradurre così: cerco nel cuore le più belle parole per il mio Dio. Le più belle che so, le migliori che ho. L’anima danza per il mio amato.

Maria sente Dio venire come un tuffo al cuore, come un passo di danza a due, una stanchezza finita per sempre, un vento che fa fremere la vela della vita. M’incanta che la presenza di Dio produca
poi l’effetto di una forza di vita e di giustizia dirompente, che scardina la storia, che investe il mondo dei ricchi e lo capovolge; investe la storia dei potenti e li rende uguali a tutti gli altri, senza troni, ritornati in sé, finalmente.

Questo è il Vangelo che, raccontando la visita di Maria ad Elisabetta, racconta anche che tutte le nostre visite, fatte o accolte, hanno il passo di Dio. Ognuno portatore di Dio, perché Dio
cerca madri per incarnarsi ancora.

Il Natale è certezza e memoria che c’è della santità in ogni carne, che ogni corpo è una finestra di cielo, che l’uomo ha Dio nel sangue; che dentro il battito umile e testardo del suo cuore batte un altro cuore, e non si spegnerà più.

Saper riconoscere tutto questo è celebrare il Natale nella verità del suo evento. Auguri!

Don Alfredo Di Stefano

 

 

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San Lorenzo Parrocchia - ECHI DI VITA 2018 N 50

Echi di Vita N°50 – BRUCERA’ LA PAGLIA CON UN FUOCO INESTINGUIBILE

La morale che Giovanni il Battista insegna al popolo è solo la via per giungere fino a Cristo Gesù. È quella conversione basilare che apre il cuore ad accogliere la luce vera che viene dal Messia.

L’amore inizia con il dare una tunica a chi non ce l’ha o con l’offrire da mangiare a chi è affamato. Si manifesta con il non maltrattare e non estorcere niente a nessuno. Con l’accontentarsi delle proprie paghe, con il non esigere più di quanto è stato fissato.

Per ogni categoria, ogni professione, ogni ministero vi è un minimo che mai si deve omettere. Nell’omissione non si cammina verso Cristo. Vi è stagnazione nella falsità. Si vive di una immoralità che potrebbe non avere limiti.

Quando il minimo della giustizia tra gli uomini non viene osservato, quando l’amore basilare viene trascurato, il cuore inizia il suo indurimento. Quando esso diviene di pietra, non c’è più limite
né per l’immoralità né per l’idolatria. Con il cuore duro l’uomo è capace di qualsiasi abominio, nefandezza, malvagità. Il minimo della moralità va sempre richiesto.

Dal minimo si deve sempre partere. Chi è corpo di Cristo vive da vero corpo di Cristo, si nutre di Eucarisa, abita nello Spirito Santo, non sente il peso della morale di Gesù. È una morale dolce,
soave, leggera.

Quella di Gesù sarà una morale per un uomo che sarà battezzato in Spirito Santo e fuoco. Ci battezzerà nel fuoco dell’amore divino che dovrà bruciare in ogni vizio, peccato, in modo da poter manifestare la bellezza della divina carità nelle parole e nelle opere, in ogni luogo e in ogni tempo.

Egli è Dio nella sua Persona e natura divina. Per questo è più grande di Giovanni, più forte, tanto forte da non essere degno neanche di slegare i lacci dei suoi sandali. Il Padre ha costituito il suo Messia giudice universale.

Lui domani separerà grano e paglia. Il grano lo porrà nei suoi granai. La paglia la brucerà con fuoco inestinguibile.

Tolto Cristo nella sua verità umana, eterna, divina, universale, nulla più rimane, né la Chiesa né la sua religione.

Tutto viene inghiotito dalla falsità. Per questo noi attendiamo la vera salvezza.

 

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San Lorenzo Parrocchia - ECHI DI VITA 2018 N 49

Echi di Vita N°49 – E’ LA PAROLA DI DIO CHE CAMBIA LA NOTRA STORIA.

Luca dà inizio al racconto dell’avità pubblica di Gesù con una pagina solenne, un lungo elenco di re e sacerdo, che improvvisamente subisce un dirottamento.

Un sassolino del deserto cade dentro l’ingranaggio collaudato della storia e ne muta il passo: la Parola di Dio venne su Giovanni nel deserto.

Chi conta nella storia?

Erode sarà ricordato solo perché ha tentato di uccidere quel Bambino; Pilato perché l’ha condannato a morte.

Nella storia conta davvero chi comincia a pensare pensieri buoni, i pensieri di Dio.

La parola di Dio venne su Giovanni, nel deserto. Ma la parola di Dio viene ancora, è sempre in volo in cerca di uomini e donne dove porre il suo nido, di gente semplice e vera. Perché nessuno
è così piccolo o così peccatore, nessuno conta così poco da non poter diventare profeta del Signore.

«Voce di uno che grida nel deserto: preparate la via del Signore, raddrizzate i suoi seneri. Ogni burrone sarà riempito, ogni monte abbassato; le vie tortuose diventeranno dirie e quelle impervie, spianate».

La voce dipinge un paesaggio aspro e difficile, che ha i tra duri e violen della storia: le montagne invalicabili sono quei muri che tagliano in due villaggi, case e olive; i burroni scoscesi sono le trincee scavate per non offrire bersaglio e per meglio uccidere; sono l’isolarsi per paura…

È anche la nostra geografia interiore, una mappa di ferite mai guarite, di abbandoni patiti o inflitti.

Il profeta però vede oltre, vede strade che corrono diritte e piane, burroni colmati, monti spianati. Per il viaggio mai finito dell’uomo verso l’uomo, dell’uomo verso il suo cuore. E soprattutto di Dio verso l’uomo.

Un’opera imponente e gioiosa, e a portarla a compimento sarà Colui che l’ha iniziata.

L’esito è certo, perché il profeta assicura: «Ogni uomo vedrà la salvezza». Ogni uomo? Sì, esattamente questo: ogni uomo. Dio viene e non si fermerà davanti a burroni o montagne, e neppure davanti al mio contorto cuore. Raggiungerà ogni uomo, gli porrà la sua Parola nel grembo, potenza di parto di un mondo nuovo e felice, dove tuo ciò che è umano trovi eco nel cuore di Dio.

 

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San Lorenzo Parrocchia - ECHI DI VITA 2018 N 48

Echi di Vita N°48 – TEMPO DI AVVENTO, VIENE IL LIBERATORE

L’Avvento è il tempo che prepara nascite, il tempo di santa Maria nell’aesa del parto, tempo delle donne: solo le donne in aesa sanno cosa significhi davvero aendere.

Ma non si aende solo la nascita di Gesù.

Ci saranno segni nel sole, nella luna e nelle stelle, e sulla terra angoscia…

Il Vangelo ci prende per mano, ci porta fuori dalla porta di casa, a guardare in alto, a percepire il cosmo pulsare aorno a noi, a senrci parte di una immensa vita. Che pasce, che soffre, che si contorce come una partoriente, ma per produrre vita.

Ogni tempo di crisi può portare a un nuovo modo di vivere la fede, più essenziale, libero e convinto, pieno di cuore e di verità. È il nostro ao di fede: il regno di Dio viene, ed è più vicino oggi di
ieri.

Il Vangelo d’Avvento ci aiuta a non smarrire il cuore, a non appesanrlo di paure e delusioni: «state aen     a voi stessi, che i vostri cuori non si appesantiscano».

Ci sarà sempre un momento in cui ci senremo col cuore pesante, scoraggia, ma non può esserci disperazione finché ricordi perché sei venuto sulla terra, di chi sei al servizio, chi  ha mandato qui. E chi sta venendo: allora vedranno il Figlio dell’uomo venire con grande potenza e gloria.

Questo mondo conene Lui! Che Viene, che è qui, che è più grande di noi; c’è un Liberatore, in cammino su tue le strade.

Alzatevi, guardate in alto e lontano, perché la vostra liberazione è vicina. Uomini e donne in piedi, a testa alta,
occhi al e liberi: così il Vangelo vede i discepoli. Gente dalla vita verticale. Il Vangelo ci insegna a leggere il presente e la storia come grembo di futuro, a non fermarci all’oggi, ma a guardare
avanti: questo mondo porta un altro mondo nel grembo.

Un mondo più buono e più giusto, dove Dio viene, vicino come il respiro, vicino come il cuore, vicino come la vita.

 

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San Lorenzo Parrocchia - ECHI DI VITA 2018 N 47

Echi di Vita N°47 – IL SIGNORE GESU’ RE DELL’UNIVERSO.

Un regno che libera, un re che si fa servitore.
Due re, uno di fronte all’altro. Pilato, la massima autorità civile e militare in Israele, il cui potere supremo è di infliggere la morte; Gesù che invece ha il potere, materno e creatore, di dare la vita in pienezza. Chi dei due è più libero, chi è più uomo? Pilato, circondato dalle sue legioni, prigioniero delle sue paure, oppure Gesù, un re disarmato che la verità ha fatto libero; che non ha paura, non fa paura, libera dalla paura, che insegna a dipendere solo da ciò che ami? Mi commuove ogni volta il coraggio di Gesù, la sua statura interiore, non lo vedi mai servile o impaurito, neppure davanti a Pilato, è se stesso fino in fondo, libero perché vero.
Dunque tu sei re? Pilato cerca di capire chi ha davanti, quel Galileo che parla e agisce in modo da non lasciare indifferente nessuno. La riposta: Sì, ma il mio regno non è di questo mondo. Forse riguarda un domani, un al di là?
I regni della terra, si combattono, il potere di quaggiù ha l’anima della guerra, si nutre di violenza. Gesù invece non ha mai assoldato mercenari, non ha mai arruolato eserciti, non è mai entrato nei palazzi dei potenti, Il suo regno è differente non perché si disinteressa della storia, ma perché entra nella storia perché la storia diventi tutt’altra da quello che è.
I servi dei re combattono per loro. Nel suo regno accade l’inverso, il re si fa servitore: non sono venuto per essere servito, ma per servire. Non spezza nessuno, spezza se stesso; non versa il sangue di nessuno, versa il suo sangue; non sacrifica nessuno, sacrifica se stesso per i suoi servi.
Pilato non può capire, prende l’affermazione di Gesù: io sono re, e ne fa il titolo della condanna, l’iscrizione derisoria da inchiodare sulla croce: questo è il re dei giudei. Voleva deriderlo e invece è stato profeta: il re è visibile là, sulla croce, con le braccia aperte, dove dona tutto di sé e non prende niente. Dove muore ostinatamente amando. E Dio lo farà risorgere, perché quel corpo spezzato diventi canale per noi, e niente di quell’amore vada perduto. Pilato poi si affaccia con Gesù al balcone della piazza, al balcone dell’universo, lo presenta all’umanità: ecco l’uomo! E intende dire: ecco il volto alto e puro dell’uomo!

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San Lorenzo Parrocchia - ECHI DI VITA 2018 N 46

Echi di Vita N°46 – COSA SARA’ DI NOI, COSA ACCADRA’: IL SIGNORE E’ VICINO!

L’universo è fragile nella sua grande bellezza: in quei giorni, il sole si oscurerà, la luna si spegnerà, le stelle cadranno dal cielo…

Eppure non è questa l’ultima verità delle parole di Gesù: se ogni giorno c’è un mondo che muore, ogni giorno c’è anche un mondo che nasce, un germoglio che spunta, foglioline di fico che
annunciano l’estate.

Quante volte si è spento il sole, le stelle sono cadute a grappoli dal nostro cielo, lasciandoci vuoti, poveri, senza sogni: una disgrazia, una delusione, la morte di una persona cara, una sconfitta
nell’amore. Fu necessario ripartire, un’infinita pazienza di ricominciare, guardare oltre l’inverno,
all’estate che inizia con il quasi niente.
Gesù non ama la paura, vuole raccontare non la fine, ma il fine della storia: Dio è vicino, è
qui; bello, vitale e nuovo come la primavera del cosmo.
Dalla pianta di fico imparate: quando ormai il suo ramo diventa tenero e spuntano le foglie, sapete
che l’estate è vicina. Gesù ci porta alla scuola delle piante, del fico, del germoglio, perché le
leggi dello spirito e le leggi profonde della creazione coincidono.
Imparate dalla sapienza degli alberi: quando il ramo si fa
tenero, l’intenerirsi del ramo lo puoi percepire toccando; l’ammorbidirsi
per la linfa che riprende a gonfiare i suoi piccoli canali non è
all’occhio che si rivela, ma al tatto: vai vicino, tocca con mano.
Toccate. Guardate. Anzi: contemplate. Voi capite che l’estate è
vicina.
Così anche voi sappiate che egli è vicino, alle porte. Da una
gemma imparate il futuro di Dio: che sta alla porta, e bussa; viene
non come un dito puntato, ma come un abbraccio; non portando
un’accusa, ma un germogliare di vita.