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San Lorenzo Martire ® - 2015 12 20 - Il Convegno su povertà ed emarginazione ad Isola del Liri - DSC_0532

E’ NATALE OGNI VOLTA CHE SORRIDI E TENDI LA MANO AD UN FRATELLO

Il Convegno organizzato nella mattinata di sabato 19 dicembre dall’Unità interparrocchiale Isola del Liri Castelliri  e dal Comune di Isola del Liri, è stato un momento culturale e sociale ricco di interesse e di spunti di riflessione.

Freddo ma bello l’ambiente –il nuovo Teatro Stabile Comunale, ricavato da un ex mulino affacciato su un’ansa del fiume Liri—, inquietante il tema tratto da una frase di Madre Teresa di Calcutta  –E’ Natale ogni volta che sorridi e tendi la mano ad un fratello!- perché metteva a fuoco il grave problema della povertà e dall’emarginazione oggi, in questo nostro territorio; significativo il pubblico formato proprio da chi la povertà la vive, direttamente o indirettamente, sulla propria pelle e nel proprio cuore; eccellenti le voci che si sono alternate al tavolo, dalla vivacità della moderatrice, la dott. Erica Imperante, alla competenza dei diversi relatori.

Dopo il saluto del Sindaco, Vincenzo Quadrini, e del Direttore della Caritas diocesana, don Toma Akuino Teofilo, che da punti di vista hanno diversi accennato a quanto si fa e quanto andrebbe fatto per arginare il grave problema economico e sociale che da anni ormai ha investito questo nostro paese, la dott. Monica Mancini ha fatto un quadro più dettagliato con dati ben precisi  che mettevano in luce la crescita, spesso esponenziale, della povertà dei singoli, dei piccoli, delle famiglie con le inevitabili ripercussioni sulla vita personale di ciascuno e sul tessuto sociale.

Quindi, è stata la volta del Direttore della Caritas di Roma , Mons. Enrico Feroci, che pur non conoscendo a fondo la situazione del territorio, ma venendo da una realtà macroscopica qual è la capitale, ha portato un contributo altamente interessante.

E’ partito dall’esperienza, ricca di emozioni, fatta il giorno prima con l’apertura da parte di Papa Francesco della Porta Santa della Carità all’Ostello di Via Marsala a Roma, proprio vicino a quella Stazione Termini, che è luogo di vita –e talora di morte- di migliaia di poveri, per cui i 200 posti letto del dormitorio o il pasto caldo che si dà alla Mensa è solo una goccia nel gran mare dei bisogni. Il quadro generale non è dei più confortanti se si pensa alla situazione di tanti anziani, soli e dimenticati, ai tanti giovani senza lavoro e senza futuro, al gravissimo problema del gioco d’azzardo che dilapida ricchezze e dilania le vite di singoli e famiglie.

E dinanzi a tutto questo preoccupa un atteggiamento paragonabile ad una sua recente esperienza: dinanzi ad un segnale di allarme per un incendio in galleria, tutti gli automobilisti sfrecciavano lì dentro, incuranti del pericolo. Individualismo sfrenato? Utilitarismo a tutti i costi? Crisi morale dilagante che porta a quelli che lui ha definito i 7 peccati dei “senza”, vale a dire, benessere senza lavoro, educazione senza studio, affari senza regole, piaceri senza doveri, politica senza principi, scienza senza coscienza, società senza famiglia, mentre basterebbe sostituire un “con” a quei 7  “senza”, che privano di umanità l’individuo e la comunità intera. Resta fermo il principio che la carità va a braccetto con la giustizia, anzi è da questa preceduta, perché mai va dato per carità ciò che spetta per giustizia.

La parola finale offerta dal parroco di S. Lorenzo, don Alfredo Di Stefano, può essere invece riassunta nello slogan lanciato anche alla Messa con gli sportivi giovedì scorso, “insieme, mai contro”, perché la città diventi un’agora dove insieme si riflette, insieme si accolgono idee per un nuovo umanesimo, insieme si individuano le priorità ed il cammino da fare perché i sogni di tutti, e dei giovani in particolare, si trasformino in realtà.

Per fare rete occorre, però, far emergere volti e nomi, nel pubblico e nel privato, con una cabina di regia, a partire dalla Consulta comunale, che non disperda forze e beni, perché giustizia, carità e rispetto siano davvero l’anima della città.

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San Lorenzo Martire ® - 15_12 14 - Per Vivere il Natale Oggi

IL SIGNORE E’ CON TE

IL SIGNORE E’ CON TE

 

O Madonna di Loreto,
tu che sei stata rivestita
dei colori luminosi
dell’infinito amore di Dio
e per sempre “colmata di grazia”,
concedici l’augurio più bello
che nasce dal mistero
della casa di Nazareth: il Signore è con Te.
Concedi anche a noi di stare con Te.
Con Te nell’accogliere la Parola che ci fa discepoli,
per non smarrire la polifonia di affetti, di comunione e di pace.
Con Te nascosti in un cantuccio del mondo,
stanchi delle prove della vita,
per essere curati e guariti dalle ferite.
Con Te nella quotidianità della nostra casa,
perché la bellezza eterna sia il volto delle nostre famiglie.
Con Te che apri le nostre mani serrate, piene di rancore,
per percorrere insieme le vie della misericordia e del perdono.
Con Te i nostri grembi sterili che non sanno più generare
ritrovino la gioia di vivere e condividere i doni ricevuti.

O Madonna di Loreto,
donaci lo spirito del Tuo Figlio,
entra nella storia personale di ognuno di noi,
aiutaci a fare della nostra vita un arcobaleno d’amore.

Così sia! Ave Maria.

don Alfredo

San Lorenzo Martire ® – 15_12 13 – Il Signore è Con Te

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San Lorenzo Martire ® - 15_11 29 - Isola del liri dice grazie e maria

ISOLA DEL LIRI DICE GRAZIE A MARIA

“Maria, salus infirmorum”, Maria, tempio dello Spirito santo”, “Maria, regina della famiglia”…  No, non stiamo recitando le Litanie alla fine di un Rosario, ma sono solo alcuni dei “nomi” con cui abbiamo pregato la Vergine lauretana in questi giorni di festa, accompagnando alle parole sempre gesti concreti, volti veri, situazioni di vita diverse.

Così nel Triduo di preparazione lunedì sera ci siamo ritrovati intorno all’altare con portatori di handicap, anziani e malati, che hanno ricevuto il Sacramento dell’Unzione degli infermi. Sentimenti contrastanti hanno albergato nei nostri cuori, perché alla fragilità della natura umana si contrappone sempre una forza d’animo inaspettata, in una vita apparentemente senza speranza pulsa un animo capace di lottare e di guardare oltre i limiti e le finitezze umane. E’ il prodigio della fede, è la molla che ti rende compagno di strada di chi soffre e da solo non ce la fa e anche se la vita è dura e carica di fatiche, dolori, affanni e preoccupazioni, sai ancora sorridere, sai ancora pregare, sai ancora dire “sto bene, grazie”.  Anche noi diciamo “grazie” a ciascuno dei presenti, ai loro parenti ed Amici, ai volontari dell’Unitalsi per il loro servizio così ricco di compassione  e di amore evangelico.

Martedì 8 è stato un tripudio di gioia, di bellezza, di vivacità, di armonia. Dinanzi alla bella immagine della Vergine Immacolata  adorna di fiori e avvolta dal profumo di incenso, è sfilato un mondo intero. Al mattino piccoli e grandi hanno portato un fiore a Maria e sei bambini –Alessandro, Carola, Giacomo, Lorenzo, Lorenzo e Sofia-  sono stati battezzati, mentre nel pomeriggio è stata la volta dei ragazzi  cresimandi che, accompagnati da genitori, padrini e madrine, hanno preso lì’impegno a ricevere il Sacramento della Confermazione con serietà e coerenza di vita. E’ seguito un momento di festa straordinaria, quando il Parroco e il Sindaco accompagnati dalla Banda comunale sono passati di piazza in piazza per l’accensione delle luminarie e degli alberi di Natale. E poi di nuovo in chiesa per il Concerto in onore di Maria: il suono melodioso di violino, violoncello, chitarra e piano si è alternato alla voce del tenore spaziando da brani  classici a inni religiosi, dalle colonne sonore al canto finale di Natale. Un degno modo anche di inaugurare il bel Presepe napoletano dalla scenografia maestosa, opera di un gruppo di esperti volontari.  “Grazie” a tutti e a ciascuno di  loro!

Il giorno della vigilia, poi, i nostri cuori, le nostre preghiere, il nostro affetto hanno semplicemente cambiato volto, perché fissati sulla Vergine bruna. A mezzogiorno la bella statua della Madonna di Loreto, vestita a festa e ingioiellata, è uscita dalla sua cappellina e tra canti, suoni di mortaretti e rintocchi festosi di campane è “salita” in alto, ripetendo un rito antico, capace sempre di forti emozioni. Il pomeriggio, nell’aria densa del profumo delle crespelle –ed il “grazie” va al gruppo di  donne ed uomini che si sono fatti carico di questa gustosa “fatica”- la parrocchia ha visto coronato il sogno di una coppia di sposi, che hanno ricevuto il Sacramento del  Matrimonio circondati da tanti amici e dai compagni di scuola dei loro figli.

Giovedì 10, infine, in una giornata di dicembre quasi primaverile, la festa della Patrona ha coinvolto tutta la città ed i paesi vicini, con la fiera del mattino e la solenne concelebrazione eucaristica del pomeriggio. I sacerdoti delle tre parrocchie isolane, don Alfredo, don Dante e don Roberto, hanno accolto il Vescovo Gerardo, che nell’omelia ha invocato Maria come “Porta santa della salvezza” perché Dio attraverso di Lei è entrato nella nostra storia. Siamo tutti invitati ad attraversare quella Porta santa che è il Cuore misericordioso di Maria e come Lei mai dobbiamo essere indifferenti a quanto accade dentro di noi e intorno a noi, ma imparare a porci le domande fondamentali sul senso delle cose, sul valore delle persone, sul significato degli incontri. “Grazie, Eccellenza!” per la sua presenza e le sue parole.

Il ritorno del Gonfalone storico, andato perduto ed ora ritrovato, l’accensione della lampada che arderà per un intero anno con l’olio offerto dal Comune, il Rosario pregato e cantato durante la processione per le vie della città, mentre i portatori si alternavano a sostenere il dolce peso della Vergine Lauretana nel suo tronetto dorato, il concerto finale in una piazza ormai gelida a dispetto del suo nomignolo “callarone”  che ricorda il caldo afoso dell’estate, sono “cammei” preziosi di una festa che esalta e rafforza la fede e la vita di una comunità. “Grazie, Maria!”

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San Lorenzo Martire ® - 2015_12 09 -Festa Immacolata - Splash

LA FESTA DELL’IMMACOLATA A S. LORENZO

“Maria, Tempio dello Spirito Santo”. Così è stata invocata martedì sera la Vergine Maria nel Triduo di preparazione alla festa della Madonna di Loreto e protagonisti della celebrazione sono stati questa volta i cresimandi, tanti ragazze e ragazzi che accompagnati da genitori, madrine e padrini, hanno espresso il loro impegno a compiere con serietà e consapevolezza il loro cammino di fede verso il sacramento della Confermazione. Una Chiesa giovane e festosa, dunque, con gli occhi rivolti alla bella immagine dell’Immacolata che fin dal mattino si era andata adornando di fiori, anche se i fiori più belli sono stati quei sei bambini – Alessandro, Carola, Giacomo, Lorenzo, Lorenzo e Sofia- che durante la Messa delle 10,30 hanno ricevuto il Battesimo.

Ma la giornata riservava ancora sorprese e un ricco appuntamento musicale.

Terminata, infatti, la Messa vespertina, presenti il Sindaco e alcuni membri del Consiglio Comunale, questi con don Alfredo, “armato” di megafono ed altra gente si sono recati a Piazza XX Settembre “Le quattro cannelle” per l’accensione dell’”albero dei sogni” e delle luminarie natalizie. Da qui accompagnati dalla banda con cappellini rossi, si sono fermati prima in Piazza Gregorio VII “Glie Uarde Sante” dove svettava l’”albero dei giocattoli”, poi all’”albero dei vigili” per tornare, infine, a Piazza S. Lorenzo e dare luce al bellissimo e significativo ”albero dei cuori”.

La chiesa, intanto, si era trasformata in auditorum musicale con un pianoforte a coda, leggii e strumenti a corda: era l’omaggio musicale a Maria, offerto dall’Amministrazione Comunale grazie anche alla generosità della Farmacia Palleschi, sponsor ufficiale della manifestazione.

Un giovane e bravo tenore, Alberto Petricca, e quattro valenti musicisti come Loreto Gismondi al violino, autore anche di un originale pezzo musicale, Gianluigi Pizzuti alla chitarra, Donato Cedrone al violoncello e Gianni Balestrieri al piano, hanno dato vita ad un concerto che ha spaziato dal classico al moderno, da canti sacri a colonne sonore, da  Schubert a Ennio Morricone, per chiudere con le note dell’Adeste Fideles proiettandoci già in clima natalizio.

Gli applausi sono scrosciati con spontaneità e gratitudine per loro, per la giovane Isa Pizzuti, che ha presentato la serata con garbo e scorrevolezza, per i promotori dell’iniziativa che alla giornata già ricca hanno aggiunto un bel tassello di cultura e di armonia.

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San Lorenzo Martire ® - 2015_12 09 -Don Alfredo - Lettera Natale 2015 - Splash

PER AMORE DELLA NOSTRA CITTA’

È occasione preziosa per riflettere insieme, realtà civile e realtà ecclesiale, sul benessere di ogrù cittadino ed impegnarsi, secondo i vari gradi di responsabilità e di presenza nel territorio, ad agire con sollecitudine e urgenza perché la crisi economico-fm.anziaria, che si è abbattuta ferocemente sui nostri contesti produttivi e lavorativi,divenendo anche crisi culturale e spirituale, non abbia a farci abdicare al dovere di ridare fiducia e speranza alle persone e alle famiglie.

Per una crescita  ot1Wgenea dell’intera Città è nostro compito e nostro dovere conoscere i bisogni reali della gente ed i problemi dei diversi quartieri. Diventa perciò necessario l’ascolto delle persone  per collaborare ed intervenire nelle situazioni, valorizzando le relazioni  e le potenzialità di singoli e gruppi, perché ognuno si senta parte di un progetto comune.

La nostra Parrocchia desidera portare ilproprio contributo affinché vengano sostenuti quanti

stanno soffrendo per la mancanza di lavoro -donne, uomini e interefamiglie-,per la carenza di servizi adeguati a favore dei più piccoli e dei più deboli, per l’insufficienza di luoghi di ritrovo culturali e ricreativi per le fasce adolescenziali e giovanili.

Richiamandosi alla Dottrina Sociale della Chiesa, Papa Francesco ci ricorda con insistenza che l’urgenza del bene comune impone  di riconsiderare vecchi schemi mentali ed operativi, più consoni a contesti socio-culturali passati ed inventare e sperimentare nuove forme di presenza e di annuncio, richieste dalla nuova cultura e da realtà diverse.

La Vergine di Loreto, icona  dell’accoglienza e della comunione, ci sollecita tutti  ad un

confronto costruttivo che alimenti la cultura del dialogo, dell’integrazione e della condivisione.

È qui la grazia della festa della nostra  Patrona: scoprire i semi del Verbo presenti in ciascuno per diventare storia che incarna la realtà delle persone e cerca ilconsenso nella verità.

La Parolll di Dio, che ci convoca  ogni Venerdì sera come appuntamento culturale e di

confronto, sarà alimento  di questo cammino  diftaternittì, che ci aiuta a superare lo scoraggia­

mento, la rinuncia e la rassegnazione, perché privilegia sempre ildinamismo della reciprocità.

”Ho un sogno” diceva Martin Luther King!“Ho un sogno” anche io.

I cristiani nella Città e tutte le persone di buona volontà non temano le grandi sfide del momento e, consapevoli della bella, lunga e feconda storia del nostro territorio, diano forma al sogno di amare profondamente la Città e renderla sempre più ricca di valori e di beni, a partire dal dono della pace.

 

Isola del Liri, lO dicembre 2015

Solennità della Madonna di Loreto                                             

Don Afredo Di Stefano

Don Alfredo - Lettera Natale 2015.eps

 

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San Lorenzo Martire ® - 15_12 07 - RIPARTIRE DA NAZARETH I BISOGNI E LE RISORSE DELLA FAMIGLIE - 000

RIPARTIRE DA NAZARETH. I BISOGNI E LE RISORSE DELLA FAMIGLIE

Un Convegno per le Parrocchie di Isola del Liri e Castelliri

Il titolo, forse, non dice la novità dell’evento, eppure il “convenire” di famiglie e singoli -da qui l’altisonante termine “convegno”- nella serata di domenica 6 dicembre presso il Premiato Cinema Liri in Via Cascata aveva in sé un germe di… “prima volta”. Nuovi i parroci di S. Lorenzo e S. Croce, che stanno saggiando persone e territorio, nuovo il cammino dell’unità tra Parrocchie di città diverse ma vicine e quindi in molti casi omogenee, nuovo anche il tema, perché la famiglia si rinnova sempre, cambiando con il passare degli anni e delle situazioni di vita e di storia.

E così, alla vigilia della Festa della Madonna di Loreto, patrona di Isola del Liri, ma la cui devozione è forte anche a Castelliri, si è voluto “ripartire da Nazareth”. Lo si è fatto prima con la “peregrinatio” della Vergine bruna per un’intera settimana nei luoghi dove vivono o sostano anziani e malati –case di cura e di riposo, centri ricreativi, sedi religiose- e domenica si è voluto riflettere sulla realtà della famiglia, insieme, sì, ma da ottiche diverse.

Dopo i saluti e la presentazione, si è pregato ad un’unica voce con le parole di papa Francesco e la psicologa-psicoterapeuta Monica Petricca ha simpaticamente puntato il dito sui “bisogni” della famiglia, che sono tanti e diversi e vanno su, come in una piramide, partendo da quelli fisiologici e passando a quelli di sicurezza e protezione, da quelli di appartenenza, di stima e di autorealizzazione fino a quelli spirituali. L’ attenzione vera, però, oggi sembra rivolta ad altro e capita sempre più spesso che se non si riescono a soddisfare i bisogni indotti dalla moda o dalla pubblicità, ci si senta diversi e frustrati. Occorre, invece, “fare rete”  per non isolarsi ed impoverirsi, ritrovando il giusto equilibrio tra il “noi” sempre più dimenticato e l’”io” esageratamente ostentato.

L’intervento del professore Gabriele De Ritis, educatore a tutto tondo per il suo impegno come docente e come volontario nel campo delle tossicodipendenze, ha messo a fuoco, con l’aiuto di slides, il tema dell’essere genitori oggi e il coraggio di educare, partendo dalla convinzione che luoghi di affetto, spazi educativi e agenzie di verità sono –o dovrebbero esserlo davvero- la Famiglia, la Scuola e la Chiesa, in modi e momenti diversi, ma intensamente intrecciati tra loro. Una serie di immagini evocative e titoli di libri sulla realtà adolescenziale e familiare hanno suscitato interesse e qualche interrogativo sulla fragilità che non è solo dei piccoli ma anche dei ragazzi, sempre più a lungo “chiusi in una stanza”, dei giovani e degli adulti, troppo spesso incapaci di incassare sconfitte, delle famiglie intere. C’è forte bisogno di farsi prossimo, perché siamo responsabili non “del” mondo, ma “davanti” al mondo. Dobbiamo mantenere aperta la comunicazione, essere capaci di ascoltare e sostenere la “fatica di crescere”.  Simpatica l’immagine di quanto importante sia l’incontro delle madri -e talora dei padri- fuori la scuola, che se non è semplice pettegolezzo, diventa un momento prezioso di scambio, di conoscenza e di aiuto reciproco.

Più tecnico ma altamente utile ed interessante il contributo dato dall’Assistente sociale Monica Mancini, che nella sua qualità di Consigliera delegata alle Politiche sociali e giovanili del Comune di isola del Liri, ha illustrato quanto si fa a favore del “welfare” comunitario e del benessere della famiglia, con un’attenzione particolare alle aree più deboli e fragili, dai minori agli anziani passando per la fascia giovanile, per i diversamente abili e per le famiglie in difficoltà. Ecco allora l’impegno delle Istituzioni –regionali, territoriali, comunali- per gli asili nido, l’affido e l’adozione, il semiconvitto, i Centri ricreativo-culturali per anziani, i soggiorni climatici, il diritto e il sostegno allo studio, i trasporti, l’assistenza domiciliare, il supporto educativo ed economico a chi da solo non ce la fa. Ma da solo non ce la fa neanche il Comune né la Chiesa né la Scuola: da qui la necessità di una Consulta del sociale, che sappia fare rete tra realtà diverse e tra le famiglie stesse.

Don Alfredo Di Stefano, parroco di S. Lorenzo, ha chiuso l’incontro esprimendo la sua gioia di sentirsi famiglia ed illustrando brevemente la novità del recente Sinodo, di cui si attende la conclusione del Papa. Sulla base dei contributi delle Diocesi, i Padri sinodali si sono interrogati sulla realtà familiare altamente variegata e nel parlare di “famiglie ferite nell’amore”, ne hanno presentato la terapia, che si sintetizza in tre parole: discernimento, accompagnamento, integrazione. Occorre individuare la realtà per poter farsi accanto a chi ha bisogno, ma le famiglie ed i singoli devono avere l’umiltà di farsi accompagnare, perché solo passando dall’”io” al “noi” si può camminare insieme e riappropriarsi della bellezza dell’essere famiglia.

Tornati i bambini ed i ragazzi dalla Sala Agape dove avevano visto un film, c’è stato il saluto ed il grazie finale a tutti e a ciascuno.

 

di Luciana Costantini

 

San Lorenzo Martire ® - 15_12 07 - RIPARTIRE DA NAZARETH I BISOGNI E LE RISORSE DELLA FAMIGLIE - 001