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2025 – Echi di Vita N°22 – LA BENEDIZIONE INFINITA DI GESÙ’

«E, alzate le mani, li benediceva». L’ultima immagine di Gesù sono le sue mani alzate a benedire.

«E, mentre li benediceva, veniva portato su, in cielo».

Quella benedizione è la sua parola definitiva, raggiunge ciascuno di noi, non è più terminata, non è mai finita. Una infinita benedizione che rimane tra cielo e terra, si stende come una nube di primavera sulla storia intera, su ogni persona, è tracciata sul nostro male di vivere, sull’uomo caduto e sulla vittima, ad assicurare che la vita è più forte delle sue ferite.

Nella Bibbia la benedizione indica sempre una forza vitale, una energia che scende dall’alto, entra in te e produce vita. Come la prima di tutte le benedizioni: Dio li benedisse dicendo «crescete e moltiplicatevi». Vita che cresce, in noi e attorno a noi.

La benedizione è questa forza più grande di noi che ci avvolge, ci incalza; un flusso che non viene mai meno, a cui possiamo sempre attingere, anche nel tempo delle malattie e delle delusioni.

Il Signore ha lasciato una benedizione, non un giudizio; non una condanna o un lamento, ma una parola bella sul mondo, di stima, di enorme speranza in me, in te, di fiducia nel mondo: c’è del bene in te; c’è molto bene in ogni uomo, su tutta la terra.

Di questo voi sarete testimoni: il Cristo doveva patire e risuscitare; nel suo nome annunciate a tutti la conversione e il perdono.

Sono le ultime parole di Gesù, con le tre cose essenziali:

–    ricordare la croce e la Pasqua. L’abbraccio del crocifisso non può più annullarsi, ci raggiunge tutti e ci

trascina in alto con lui.

–    la conversione. Non è un comando, ma una offerta; non un dovere, ma una opportunità: nascere di nuo

-vo. Seguendo Gesù, la vita è più bella, il sole più luminoso, le persone più buone e felici.

–    il perdono. Non quello di uno smemorato, che dimentica il male, ma quello di un creatore che ti fa ri-

partire ad ogni alba verso terre intatte; che apre futuro, fa salpare la tua vita come una nave prima arenata. Sono le istanze per celebrare un buon Giubileo.

Nella sua ascensione Gesù non è salito verso l’alto, è andato oltre e nel profondo. Non al di là delle nubi, ma al di là delle forme. Siede alla destra di ciascuno di noi, vive nei nostri legami di fraternità, nella bellezza delle nostre comunità.

don Alfredo Di Stefano

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