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SAN Lorenzo Parrocchia IT - ECHI DI VITA 2022 N 02

2022 – Echi di Vita N°02 – IL CIELO SI APRE. SIAMO TUTTI FIGLI DI DIO NEL FIGLIO.

«Viene dopo di me colui che è più forte di me». In che cosa consiste la forza di Gesù?

Lui è il più forte perché parla al cuore. Tutte le altre sono voci che vengono da fuori, la sua è l’unica che suona in mezzo all’anima. E parla parole di vita.

«Lui vi battezzerà…» La sua forza è battezzare, che significa immergere l’uomo nell’oceano dell’Assoluto, e che sia imbevuto di Dio, intriso del suo respiro, e diventi figlio. La sua è una forza generatrice, forza liberante e creativa, come un vento che gonfia le vele, un fuoco che dona un calore impensato.

«Vi battezzerà in Spirito Santo e fuoco». Il respiro vitale e il fuoco di Dio entrano dentro di me, a poco a poco mi modellano, trasformano pensieri, affetti, progetti, speranze, secondo la legge dolce, esigente e rasserenante del vero amore. E poi mi incalzano a passare nel mondo portando a mia volta vento e fuoco, portando libertà e calore, energia e luce.

Gesù stava in preghiera ed ecco, il cielo si aprì. La bellezza di questo particolare: il cielo che si apre. La bellezza della speranza!

E noi che pensiamo e agiamo come se i cieli si fossero rinchiusi di nuovo sulla nostra terra. Ma i cieli sono aperti, e possiamo comunicare con Dio: alzi gli occhi e puoi ascoltare, parli e sei ascoltato.

 

E venne una voce dal cielo: «Tu sei il Figlio mio, l’amato: in te ho posto il mio compiacimento».

La voce annuncia tre cose, dette per Gesù e per ciascuno di noi:    “Figlio” è la prima parola: Dio è forza di generazione, che come ogni seme genera secondo la propria specie. Siamo tutti figli di Dio nel Figlio, frammenti di Dio nel mondo, specie della sua specie, abbiamo Dio nel sangue e nel respiro.

“Amato” è la seconda parola. Prima che tu agisca, prima di ogni merito, che tu lo sappia o no, ogni giorno ad ogni risveglio, il tuo nome per Dio è “amato”. Immeritato amore, incondizionato, unilaterale, asimmetrico. Amore che anticipa e che prescinde da tutto.

“Mio compiacimento” è la terza parola. Che nella sua radice contiene l’idea di una gioia, un piacere che Dio riceve dai suoi figli. Come se dicesse a ognuno: figlio mio, ti guardo e sono felice.

Se ogni mattina potessi immaginare di nuovo questa scena: il cielo che si apre sopra di me come un abbraccio, un soffio di vita e un calore che mi raggiungono, il Padre che mi dice con tenerezza e forza: figlio, amore mio, mia gioia, sarei molto più sereno, sarei sicuro che la mia vita è al sicuro nelle sue mani, mi sentirei davvero figlio prezioso, che vive della stessa vita indistruttibile e generante.

don Alfredo Di Stefano

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SAN Lorenzo Parrocchia IT - ECHI DI VITA 2022 N 01

2022 – Echi di Vita N°01 – TE DEUM LAUDAMUS!

Nel celebrare la Solennità di Maria Santissima Madre di Dio, presentiamo al Signore gioie e speranze, tristezze e angosce della nostra comunità parrocchiale e dell’intera Città.

Gratitudine, ringraziamento, gratuità sono tutte espressioni della riconoscenza, definita “memoria del cuore”: sa ringraziare, infatti, solo colui che conserva il ricordo del bene ricevuto, riconoscendolo come un DONO.

Ma se è facile dire “grazie” per le cose belle -anche se non tutti lo fanno– dobbiamo imparare a ringraziare anche delle pene e perfino dei propri errori. Solo chi arriva ad essere grato anche delle cose spiacevoli e delle sofferenze, ha veramente imparato a vivere.

Sembra una lotta sproporzionata contro una forza che ci schiaccia, ma se, prima di ringraziare, ci fermiamo a guardare con calma la situazione e, constatato che non possiamo proprio fare nulla, la mettiamo nelle mani di Dio con la semplicità del fanciullo, essa non ci apparirà più un problema insolubile.

Si tratta, in sostanza, di cambiare prospettiva, ponendoci da un punto di vista diverso di fronte a situazioni che non possiamo cambiare. Osiamo allora chiedere al Signore Gesù la sua benedizione e la sua protezione, come quella che Dio affidò a Mosé: “Ti benedica il Signore e ti protegga. Il Signore faccia risplendere su di te il suo volto e ti conceda pace”.

Certo, il momento attuale non è facile. La pandemia ci ha resi da un giorno all’altro più fragili e insicuri, mettendo a nudo l’impotenza umana. Ci troviamo di fronte a due minacce, una sanitaria e l’altra economica. Per non parlare poi di quella ecologica per una natura, ritenuta da noi addomesticata e controllabile, ma in realtà più ostica di come l’avevamo immaginata.

 

Amo molto la bella favola di Simba “Il re Leone”. Una storia esemplare. La morte del padre è per il giovane leone perdita d’affetto e caduta in una crisi epocale prima di tornare alla sua vita di re. E’ il racconto di un lungo percorso di ripensamento su sé stesso al cospetto di un pericolo mortale per sé e la comunità in cui vive e ci invita a riflettere sulle possibili vie di uscita.

 

Per noi cristiani, la vita ha una “dignità” che non ha prezzo. Non così per l’economia, che quantifica tutto, anche la vita… Riaffiora forte, allora, il senso del nostro limite e la ricerca di altro.

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