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SAN Lorenzo Parrocchia IT - ECHI DI VITA 2022 N 01

2022 – Echi di Vita N°01 – TE DEUM LAUDAMUS!

Nel celebrare la Solennità di Maria Santissima Madre di Dio, presentiamo al Signore gioie e speranze, tristezze e angosce della nostra comunità parrocchiale e dell’intera Città.

Gratitudine, ringraziamento, gratuità sono tutte espressioni della riconoscenza, definita “memoria del cuore”: sa ringraziare, infatti, solo colui che conserva il ricordo del bene ricevuto, riconoscendolo come un DONO.

Ma se è facile dire “grazie” per le cose belle -anche se non tutti lo fanno– dobbiamo imparare a ringraziare anche delle pene e perfino dei propri errori. Solo chi arriva ad essere grato anche delle cose spiacevoli e delle sofferenze, ha veramente imparato a vivere.

Sembra una lotta sproporzionata contro una forza che ci schiaccia, ma se, prima di ringraziare, ci fermiamo a guardare con calma la situazione e, constatato che non possiamo proprio fare nulla, la mettiamo nelle mani di Dio con la semplicità del fanciullo, essa non ci apparirà più un problema insolubile.

Si tratta, in sostanza, di cambiare prospettiva, ponendoci da un punto di vista diverso di fronte a situazioni che non possiamo cambiare. Osiamo allora chiedere al Signore Gesù la sua benedizione e la sua protezione, come quella che Dio affidò a Mosé: “Ti benedica il Signore e ti protegga. Il Signore faccia risplendere su di te il suo volto e ti conceda pace”.

Certo, il momento attuale non è facile. La pandemia ci ha resi da un giorno all’altro più fragili e insicuri, mettendo a nudo l’impotenza umana. Ci troviamo di fronte a due minacce, una sanitaria e l’altra economica. Per non parlare poi di quella ecologica per una natura, ritenuta da noi addomesticata e controllabile, ma in realtà più ostica di come l’avevamo immaginata.

 

Amo molto la bella favola di Simba “Il re Leone”. Una storia esemplare. La morte del padre è per il giovane leone perdita d’affetto e caduta in una crisi epocale prima di tornare alla sua vita di re. E’ il racconto di un lungo percorso di ripensamento su sé stesso al cospetto di un pericolo mortale per sé e la comunità in cui vive e ci invita a riflettere sulle possibili vie di uscita.

 

Per noi cristiani, la vita ha una “dignità” che non ha prezzo. Non così per l’economia, che quantifica tutto, anche la vita… Riaffiora forte, allora, il senso del nostro limite e la ricerca di altro.

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