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San Lorenzo Parrochia 2025 05 25 _Echi di vita _n 21 _Evidenza

2025 – Echi di Vita N°21 – E’ AMANDO CHE SI CAPISCE LA PAROLA…

Se uno mi ama. Gesù rivendica per sé, per la prima volta, il sentimento più importante e dirompente del mondo umano: l’amore. Entra nella nostra parte più intima e profonda, ma con estrema delicatezza.

Tutto poggia sulla prima parola «se», «se tu ami». Un fondamento così umile, così libero, così fragile, così puro, così paziente.

«Se mi ami osserverai la mia parola» e non esprime un ordine, non formula un comando, ma apre una possibilità; non un verbo all’imperativo, ma al futuro e che esprime il rispetto emozionante di Dio, che bussa alla porta del cuore e attende: se ami, farai.

E subito rovescia il nostro modo di pensare.

Noi avremmo detto: se osservi la mia parola arriverai ad amarmi, senza avvertire che questa logica capovolge il Vangelo, perché vede Dio come uno specchio su cui far rimbalzare i propri meriti. Dio della legge e non della grazia.

L’amore mette una energia, una luce, un calore, una gioia in tutto ciò che fai, e ti pare di volare.

Volare a osservare la sua Parola, così è scritto, e noi invece abbiamo subito capito male come se Gesù avesse detto: a osservare i miei comandamenti.

E invece no, la Parola non coincide con I comandamenti, è molto di più.

La Parola salva, illumina, traccia strade, consola.

La Parola fa vivere, semina I campi della vita, ti incalza, porta Dio in te.

Solo se la ami, la Parola si accende, porta pane, soffia nelle vele.

Solo se hai scoperto la bellezza di Cristo partirà la spinta a vivere il suo Vangelo. Perché la nostra vita non avanza per colpi di volontà, ma per una passione. E la passione nasce da una bellezza. In me l’amore per Gesù sgorga dalla bellezza che ho intuito in lui, dalla sua vita buona, bella e beata.

Poi una seconda serie di espressioni: verremo a lui, prenderemo dimora presso di lui, tornerò a voi. Un Dio che ama la vicinanza, che abbrevia instancabilmente le distanze. E prenderemo dimora: in me il Misericordioso senza casa cerca casa.

Forse non troverà mai una vera dimora, solo un povero riparo. Dio non si merita, si ospita. Ma se non pensi a lui, se non gli parli dentro, se non lo ascolti nel segreto, forse non sei ancora casa di Dio. Se non c’è rito nel cuore, una liturgia segreta e intima, tutte le altre liturgie sono maschere del nulla.

Custodiamo allora i riti del cuore e vivremo così il nostro Giubileo!

don Alfredo Di Stefano

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San Lorenzo Parrochia 2025 05 18 _Echi di vita _n 20 _Evienza

2025 – Echi di Vita N°20 – SIAMO TUTTI MENDICANTI DI AMORE

«Vi do un comandamento nuovo, che vi amiate come io vi ho amato»: una di quelle frasi che portano il marchio di fabbrica di Gesù. Parole infinite, in cui ci addentriamo come in punta di cuore. Ma perché nuovo, se quel comando percorre tutta la Bibbia?

La legge tutta intera è preceduta da un «sei amato» e seguita da un «amerai». Comandamento significa allora non già un obbligo, ma il fondamento del destino del mondo e della sorte di ognuno.

Il primo passo per noi è entrare in questa atmosfera in cui si respira Dio. E non è un premio per la mia buona condotta, ma un dono senza perché. L’amore di Dio è senza un perché, Lui ama perché ama, è la sua natura. La realtà è che noi siamo immersi in un oceano d’amore e non ce ne rendiamo conto.

Il secondo passo lo indica un piccolo avverbio: Gesù non dice amate quanto me, il confronto ci schiaccerebbe. Ma: amate come me. Non basta amare, potrebbe essere anche una forma di possesso e di potere sull’altro, un amore che prende e pretende, e non dona niente; esistono anche amori violenti e disperati, tristi e perfino distruttivi.

Gesù ama, alle volte coraggioso come un eroe, alle volte tenero come un innamorato o come una madre, che non si arrende, non si stanca, non si rassegna alla pecora perduta, la insegue per rovi e pietraie e, trovatala, se la carica sulle spalle, teneramente felice.

Amore che non è buonismo, perché non gli va bene l’ipocrisia dei sepolcri imbiancati, perché se un potente aggredisce un piccolo, un bambino, un povero, Gesù tra vittima e colpevole non è imparziale, sta con la vittima, fino ad evocare immagini potenti e dure.

Terzo passo: amatevi gli uni gli altri. Espressione capitale, che ricorre decine di volte nel Nuovo Testamento e vuol dire: nella reciprocità, guardandovi negli occhi, faccia a faccia, a tu per tu. Non si ama l’umanità in generale; si ama quest’uomo, questo bambino, questo straniero, questo volto. Si amano le persone ad una ad una, volto per volto, corpo a corpo.

Amatevi gli uni gli altri, uno scambio di doni, perché dare sempre, dare senza ritorno è molto duro, non ce la facciamo; siamo tutti mendicanti d’amore, di una felicità che si pesa sulla bilancia preziosa del dare e del ricevere amore.

don Alfredo Di Stefano

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